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Nuovi farmaci dimagranti 2026: arriva il retatrutide, il primo agonista triplo per diabete tipo 2 e obesità
Nel giugno 2026 la rivista scientifica The Lancet ha pubblicato i risultati del trial clinico TRANSCEND-T2D-1 sul retatrutide, un nuovo farmaco per il trattamento del diabete tipo 2 e dell’obesità. Si tratta di uno dei nuovi farmaci dimagranti 2026 più attesi dalla comunità scientifica, grazie a un meccanismo d’azione innovativo che lo distingue da semaglutide e tirzepatide.
In questo articolo spiego cos’è il retatrutide, come funziona, cosa ha dimostrato lo studio e cosa potrebbe cambiare per i pazienti con diabete tipo 2 e sovrappeso nei prossimi anni.
Che cos’è il retatrutide e perché è diverso dagli altri farmaci
Il retatrutide è un farmaco sperimentale prodotto da Eli Lilly, ancora non approvato né disponibile in Italia. Viene somministrato una volta alla settimana con un’iniezione sottocutanea, come semaglutide e tirzepatide.
La sua particolarità è che agisce su tre recettori ormonali contemporaneamente, motivo per cui viene chiamato agonista triplo:
▸ GLP-1 (glucagon-like peptide-1): riduce l’appetito, stimola la secrezione di insulina e rallenta lo svuotamento gastrico. È il meccanismo alla base di semaglutide (Ozempic, Wegovy).
▸ GIP (glucose-dependent insulinotropic polypeptide): potenzia la risposta insulinica e favorisce la regolazione del peso. È il secondo bersaglio di tirzepatide (Mounjaro).
▸ Glucagone: ormone che aumenta il dispendio energetico e favorisce il metabolismo dei grassi. Questo terzo recettore è una novità assoluta tra i farmaci attualmente in uso.
Aggiungere il recettore del glucagone significa, in teoria, amplificare la perdita di peso aumentando le calorie consumate dall’organismo, non solo riducendo quelle introdotte. Questo potrebbe spiegare i risultati di perdita di peso particolarmente elevati osservati nello studio.
Lo studio TRANSCEND-T2D-1: chi ha partecipato e come è stato condotto
TRANSCEND-T2D-1 è un trial randomizzato, doppio cieco, controllato con placebo: il tipo di studio considerato più affidabile in medicina clinica. Né i pazienti né i medici sapevano chi stesse ricevendo il farmaco reale e chi il placebo.
Hanno partecipato 537 adulti con queste caratteristiche:
▸ Diabete tipo 2 di diagnosi recente (durata media 2,5 anni)
▸ Controllo glicemico insufficiente con sola dieta ed esercizio fisico, senza altri farmaci
▸ Emoglobina glicata (HbA1c) tra 7,0% e 9,5%
▸ Indice di massa corporea (BMI) pari o superiore a 23 kg/m²
I partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi: retatrutide 4 mg, 9 mg o 12 mg una volta a settimana, oppure placebo. La terapia è iniziata con una dose di 2 mg, aumentata gradualmente per ridurre gli effetti collaterali gastrointestinali. Lo studio è durato 40 settimane.
I risultati: glicemia, peso e parametri cardiovascolari
Riduzione dell’emoglobina glicata (HbA1c)
Il retatrutide ha raggiunto l’obiettivo principale dello studio: una riduzione dell’HbA1c significativamente superiore al placebo. I risultati a 40 settimane:
▸ Dose 4 mg: −1,7% rispetto al valore iniziale
▸ Dose 9 mg: −2,0%
▸ Dose 12 mg: −1,9%
▸ Placebo: −0,8%
Anche la dose più bassa ha più che raddoppiato l’effetto del placebo. Per un paziente con HbA1c di partenza all’8%, raggiungere il 6% significa uscire dal range diagnostico del diabete: un risultato clinicamente molto rilevante.
Perdita di peso
Il dato più significativo riguarda la perdita di peso. Alla dose massima di 12 mg, i pazienti hanno perso in media 16,6 kg, pari al 16,8% del peso corporeo iniziale, in 40 settimane. Ancora più importante: il calo ponderale non aveva raggiunto un plateau alla fine dello studio, il che suggerisce che potrebbe continuare oltre le 40 settimane.
Si tratta di uno dei risultati più elevati mai documentati per un farmaco non chirurgico nel contesto del diabete tipo 2, superando quanto osservato con semaglutide e avvicinandosi ai dati di tirzepatide ad alte dosi.
Effetti sul profilo cardiovascolare
Oltre alla glicemia e al peso, lo studio ha registrato miglioramenti statisticamente significativi su:
▸ Colesterolo non-HDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”)
▸ Trigliceridi
▸ Pressione arteriosa sistolica
Questi risultati sono rilevanti perché i pazienti con diabete tipo 2 hanno già un rischio cardiovascolare aumentato: un farmaco che agisce su più fattori di rischio contemporaneamente rappresenta un potenziale vantaggio clinico importante.
Effetti collaterali del retatrutide
Gli effetti indesiderati più frequenti sono stati di natura gastrointestinale, tipici di tutti i farmaci che agiscono sul recettore GLP-1, e si sono manifestati soprattutto nelle prime settimane durante la fase di aumento della dose:
▸ Nausea: fino al 26,5% dei pazienti
▸ Diarrea: fino al 22,8%
▸ Vomito: fino al 17,6%
Questi effetti tendono a ridursi spontaneamente dopo le prime settimane. I tassi di interruzione del trattamento per eventi avversi sono stati bassi: dal 2,2% al 5,1% a seconda della dose, contro lo 0% nel gruppo placebo. È stata segnalata anche disestesia (una sensazione alterata sulla cute) nel 2,3-4,5% dei casi.
Prossimi studi e disponibilità del farmaco
Il retatrutide non è ancora approvato né disponibile in commercio. TRANSCEND-T2D-1 è il primo di una serie di trial. Sono già in corso:
▸ TRANSCEND-T2D-2: confronto diretto tra retatrutide e semaglutide su 80 settimane. Sarà determinante per capire se e quanto il retatrutide superi i farmaci attualmente disponibili.
▸ TRANSCEND-T2D-3: valutazione del retatrutide in associazione con insulina in pazienti con diabete tipo 2 e malattia renale cronica.
Prima di una possibile approvazione saranno necessari ulteriori dati su sicurezza a lungo termine e confronto con le terapie già in uso.
Il commento della Dott.ssa Ferrero: cosa cambia per i pazienti
Come medico specialista in dietologia, seguo con grande attenzione l’evoluzione di questa classe di farmaci. Gli ultimi anni hanno portato una vera trasformazione nella gestione farmacologica dell’obesità e del diabete tipo 2: prima semaglutide, poi tirzepatide, ora il retatrutide si candida come possibile passo successivo.
Ciò che distingue questa molecola è l’azione sul recettore del glucagone, che aggiunge un meccanismo di aumento del dispendio energetico. I dati di perdita di peso sono tra i più elevati mai osservati in un farmaco non chirurgico nel diabete tipo 2.
Tuttavia, la ricerca è ancora in corso. Non esistono dati a lungo termine sulla sicurezza cardiovascolare e sulla mortalità. La scelta terapeutica rimane sempre un processo individuale, basato sulla storia clinica e sulle caratteristiche di ogni paziente.
Continuerò a seguire gli sviluppi di questo farmaco e a condividere con i miei pazienti le novità scientifiche più rilevanti.
Domande frequenti (FAQ)
Il retatrutide è disponibile in Italia?
No. Al momento il retatrutide è ancora in fase di sperimentazione clinica e non è approvato né disponibile in Italia o in Europa.
Il retatrutide è migliore di semaglutide o tirzepatide?
I dati preliminari mostrano risultati di perdita di peso superiori a semaglutide e paragonabili o superiori a tirzepatide. Tuttavia mancano ancora confronti diretti a lungo termine. Lo studio TRANSCEND-T2D-2 confronterà direttamente retatrutide e semaglutide su 80 settimane.
Per chi potrebbe essere indicato il retatrutide?
Sulla base dei dati attuali, il farmaco sembra promettente per adulti con diabete tipo 2 di recente insorgenza e sovrappeso o obesità, con controllo glicemico insufficiente con sola dieta ed esercizio fisico. La valutazione individuale da parte del medico specialista resterà fondamentale.
Fonte: Bajaj HS et al. TRANSCEND-T2D-1. The Lancet, 6 giugno 2026. DOI: 10.1016/S0140-6736(26)00967-0
Articolo a scopo divulgativo. Non sostituisce una valutazione medica individuale.
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