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Metabolismo e dimagrimento

Dove va il grasso quando si dimagrisce? La risposta scientifica che sorprende tutti

Il grasso non si trasforma semplicemente in energia e non scompare nel nulla: la maggior parte della sua massa lascia il corpo attraverso i polmoni, sotto forma di anidride carbonica.

Capire dove va davvero il grasso quando si dimagrisce cambia il modo in cui osserviamo il metabolismo e chiarisce perché perdere peso non significa semplicemente “bruciare calorie”.

La scoperta che ha sorpreso anche i professionisti della salute

Nel 2014 il fisico e divulgatore scientifico australiano Ruben Meerman, insieme al professor Andrew Brown dell'Università del New South Wales, ha pubblicato sul British Medical Journal un lavoro dedicato a una domanda apparentemente semplice: dove finisce la massa del grasso perso?

La risposta è rigorosa dal punto di vista biochimico: quando il grasso viene ossidato, la maggior parte della sua massa viene trasformata in anidride carbonica ed eliminata attraverso la respirazione.

In termini semplici, gran parte del grasso perso lascia il corpo attraverso i polmoni, con ogni espirazione. La quota restante viene trasformata in acqua ed eliminata attraverso urine, sudore e altri liquidi corporei.

Che cosa succede quando si perdono 10 chilogrammi di grasso

Secondo i calcoli descritti da Meerman e Brown, l'ossidazione di 10 chilogrammi di grasso richiede l'utilizzo di circa 29 chilogrammi di ossigeno.

10 kg Grasso corporeo ossidato
29 kg Ossigeno utilizzato
28 kg Anidride carbonica prodotta
11 kg Acqua prodotta
84% della massa

Eliminata come anidride carbonica

La quota principale della massa contenuta nei trigliceridi viene espirata attraverso i polmoni dopo essere stata ossidata.

16% della massa

Eliminata come acqua

La parte restante viene eliminata attraverso urine, sudore, respiro e altri liquidi corporei.

Perché i numeri prodotti superano i 10 chilogrammi iniziali?

Perché durante l'ossidazione gli atomi contenuti nel grasso si combinano con l'ossigeno inalato. La massa totale dei prodotti finali comprende quindi sia gli atomi provenienti dal grasso sia quelli provenienti dall'ossigeno respirato.

Un errore molto più comune di quanto sembri

Prima della pubblicazione, gli autori avevano intervistato 150 tra medici, dietisti e personal trainer.

Più della metà riteneva erroneamente che la massa del grasso venisse convertita direttamente in energia o calore. Nessuno aveva indicato l'anidride carbonica come principale via di eliminazione.

La massa non scompare

L'energia contenuta nei legami chimici viene liberata e utilizzata dal corpo, ma gli atomi che formavano i trigliceridi devono comunque essere trasformati ed eliminati.

La legge di conservazione della massa impone che il carbonio, l'idrogeno e l'ossigeno contenuti nel grasso finiscano in prodotti misurabili: principalmente anidride carbonica e acqua.

Come funziona la perdita di grasso

Il grasso corporeo è immagazzinato prevalentemente sotto forma di trigliceridi all'interno degli adipociti, le cellule del tessuto adiposo.

Il corpo richiede energia

Quando l'energia introdotta con l'alimentazione non copre completamente il fabbisogno, l'organismo deve mobilizzare parte delle riserve accumulate.

Si attiva la lipolisi

I trigliceridi vengono scomposti in glicerolo e acidi grassi liberi, che lasciano gli adipociti ed entrano nel circolo sanguigno.

Gli acidi grassi raggiungono i tessuti

Muscoli, cuore e fegato possono utilizzare gli acidi grassi come combustibile per produrre energia.

Avviene l'ossidazione

All'interno delle cellule, gli acidi grassi vengono ossidati attraverso processi che richiedono ossigeno e coinvolgono i mitocondri.

Si formano anidride carbonica e acqua

L'anidride carbonica viene trasportata ai polmoni ed espirata, mentre l'acqua viene utilizzata o eliminata attraverso i liquidi corporei.

Respirare di più fa dimagrire?

No. Il fatto che l'anidride carbonica venga eliminata attraverso i polmoni non significa che sia possibile perdere grasso semplicemente respirando più velocemente o profondamente.

L'anidride carbonica è il prodotto finale dell'ossidazione. Per produrne una quantità maggiore attraverso il metabolismo dei grassi è necessario aumentare la richiesta energetica, per esempio attraverso il movimento, oppure creare le condizioni metaboliche che favoriscano l'utilizzo delle riserve.

L'iperventilazione senza una reale richiesta energetica modifica temporaneamente gli scambi respiratori, ma non obbliga il corpo a ossidare una quantità maggiore di tessuto adiposo.

Perché il semplice calcolo calorico non racconta tutto

Il bilancio energetico rimane reale: per ridurre le riserve adipose è necessario che, nel tempo, l'organismo utilizzi più energia di quella introdotta.

Ridurre però l'intero processo alla formula “calorie introdotte, calorie consumate” non descrive la complessità biologica che determina la risposta individuale.

Tessuto adiposo

Non è un deposito passivo. Produce ormoni e segnali infiammatori che influenzano metabolismo, fame, sensibilità insulinica e distribuzione delle riserve.

Insulina e profilo ormonale

La risposta insulinica, gli ormoni tiroidei, il cortisolo e altri segnali contribuiscono a regolare mobilizzazione e utilizzo dei grassi.

Funzione mitocondriale

I mitocondri sono centrali nell'ossidazione degli acidi grassi. La loro quantità ed efficienza possono influenzare la capacità metabolica dei tessuti.

Massa muscolare

Il muscolo è uno dei principali tessuti metabolicamente attivi. Perderlo durante una dieta può ridurre il dispendio energetico e peggiorare la qualità del dimagrimento.

Ritmi circadiani

Orari dei pasti, sonno e alternanza giorno-notte influenzano la regolazione metabolica e la risposta ai nutrienti.

Qualità della dieta

Proteine, fibre, qualità dei grassi e distribuzione dei carboidrati influenzano sazietà, massa magra, glicemia e aderenza al percorso.

Che cosa cambia nell'obesità

Nell'obesità il tessuto adiposo può diventare disfunzionale. L'aumento delle cellule adipose e dell'infiammazione locale modifica la risposta all'insulina e la comunicazione con muscolo, fegato e cervello.

Una revisione pubblicata su Diabetes, Obesity and Metabolism nel 2024 ha approfondito come le alterazioni del tessuto adiposo bianco e bruno, del muscolo scheletrico e dei circuiti cerebrali possano opporsi alla perdita di peso.

Questo aiuta a spiegare perché due persone che seguono apparentemente lo stesso deficit calorico possano ottenere risposte differenti e perché, dopo una perdita di peso, l'organismo possa attivare adattamenti che favoriscono il recupero ponderale.

Perdere peso non significa sempre perdere grasso

La bilancia misura il peso totale, ma non distingue tra massa grassa, massa muscolare, acqua, glicogeno e contenuto intestinale.

Perdita di liquidi: può produrre variazioni rapide sulla bilancia senza una vera riduzione del tessuto adiposo.

Riduzione del glicogeno: comporta anche una perdita dell'acqua legata alle riserve di carboidrati.

Perdita di massa muscolare: riduce il peso, ma può peggiorare metabolismo, forza e mantenimento dei risultati.

Perdita di massa grassa: richiede la mobilizzazione e l'ossidazione dei trigliceridi accumulati negli adipociti.

L'obiettivo di un percorso dietologico non dovrebbe essere soltanto far scendere il numero sulla bilancia, ma favorire una riduzione della massa grassa preservando il più possibile la massa muscolare.

Il ruolo del medico specialista in dietologia

Comprendere la biochimica della perdita di grasso permette di costruire percorsi che non si limitano a una riduzione standardizzata delle calorie.

Valutazione iniziale

Composizione corporea

Misurare massa grassa, massa magra e stato di idratazione permette di distinguere un dimagrimento qualitativamente corretto da una semplice perdita di peso.

Personalizzazione

Piano alimentare individuale

Il piano viene adattato a metabolismo, patologie, farmaci, abitudini quotidiane, attività fisica, fame e risposta reale del paziente.

Monitoraggio

Risposta metabolica

Controlli periodici permettono di valutare se la perdita riguarda effettivamente il grasso e se la massa muscolare viene preservata.

Mantenimento

Risultati a lungo termine

Il percorso deve considerare anche gli adattamenti biologici che possono comparire dopo il dimagrimento e favorire il recupero del peso.

Perché il grasso venga realmente mobilizzato e ossidato, senza perdere inutilmente massa muscolare, serve un percorso costruito sulla persona e monitorato nel tempo.

Fonti scientifiche

Meerman R, Brown AJ.

When somebody loses weight, where does the fat go?

BMJ. 2014;349:g7257.

DOI: 10.1136/bmj.g7257

Della Guardia L et al.

Obesity-induced tissue alterations resist weight loss: A mechanistic review.

Diabetes, Obesity and Metabolism, maggio 2024.

DOI: 10.1111/dom.15637

The Influence of Weight Loss and Weight Regain on Adipose Tissue Inflammation.

PubMed Central, 2025.

PMC: PMC12525331

Beyond Calories: Individual Metabolic and Hormonal Adaptations Driving Variability in Weight Management.

PubMed Central, dicembre 2024.

PMC: PMC11676201

Domande frequenti

Dove va il grasso quando si dimagrisce?

La maggior parte della massa del grasso ossidato viene trasformata in anidride carbonica ed eliminata attraverso i polmoni.

La quota restante viene trasformata in acqua ed eliminata attraverso urine, sudore, respiro e altri liquidi corporei.

Il grasso si trasforma in energia?

L'energia chimica contenuta nei trigliceridi viene liberata durante l'ossidazione e utilizzata dall'organismo.

La massa fisica degli atomi, però, non si trasforma in energia: viene convertita principalmente in anidride carbonica e acqua.

Respirare più velocemente aiuta a dimagrire?

No. Per aumentare l'ossidazione dei grassi deve aumentare la richiesta energetica o devono crearsi le condizioni metaboliche necessarie a mobilitare le riserve.

Respirare più velocemente senza un maggiore consumo energetico non determina automaticamente una maggiore perdita di grasso.

Sudare molto significa bruciare più grasso?

No. Il sudore serve principalmente a regolare la temperatura corporea. Una forte sudorazione provoca soprattutto una perdita temporanea di acqua, che viene recuperata con l'idratazione.

Perché il peso può scendere rapidamente nei primi giorni di dieta?

All'inizio possono diminuire glicogeno, acqua associata alle riserve di carboidrati e contenuto intestinale. Non tutta la variazione iniziale corrisponde quindi a una perdita di massa grassa.

Come posso sapere se sto perdendo grasso e non muscolo?

È necessario monitorare la composizione corporea, l'andamento delle circonferenze, la forza, l'apporto proteico e la qualità del percorso, non soltanto il peso totale.

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