Sviluppo di un’immagine corporea negativa

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La pressione dei media e del modello fisico irraggiungibile che propongono, della società e, purtroppo troppo spesso, del contesto familiare, possono spingere un soggetto in sovrappeso (ma non solo) a sviluppare un’immagine corporea negativa.

Per immagine corporea si intende la percezione che ciascuno di noi ha della propria forma fisica, ottenuta non solo attraverso i sensi ma rielaborata tramite schemi e rappresentazioni mentali: è quindi l’insieme dell’idea che abbiamo del nostro corpo e dei sentimenti che proviamo a tal proposito.
Quando questi sentimenti sono negativi, possono insorgere diversi disagi e disturbi, dalla più grave insorgenza di patologie del comportamento alimentare, come anoressia nervosa e bulimia, all’evitamento dell’esposizione corporea. In quest’ultimo caso, il soggetto non si pesa, non indossa vestiti attillati o rivelatori, si tiene lontano da spiagge, piscine e spogliatoi pubblici, con evidenti danni sulla propria serenità e sulle interazioni sociali, anche quelle più intime. Così facendo, oltretutto, impedisce ad altre persone di fornire un parere oggettivo sulla sua forma fisica, che magari smentirebbe l’idea che se ne è fatto.
Intervenire per correggere questa visione negativa che la persona ha di sé è possibile, anche se può risultare un compito difficile, soprattutto se questa idea ha avuto molto tempo per radicarsi e se oltre ai fattori sociali sono coinvolti anche malfunzionamenti neurologici. Nella definizione di immagine corporea intervengono infatti diverse parti del cervello come emisfero destro, insula, amigdala e giro superiore, corteccia occipitale dorsale, giunzione temporo-parieto-occipitale destra, giro fusiforme, lobo parietale inferiore, corteccia prefrontale dorso-parietale, corteccia prefrontale ventro-mediale, giro paraippocampale destro e fronto-striato: queste parti regolano diversi aspetti della percezione e della psiche, e nel caso di disfunzioni possono produrre sentimenti d’ansia legati alla vista, disgusto, distorsione di corpi e volti e comportamenti ossessivi e compulsivi.
Proprio per la sua natura di commistione tra fattori neurologici, personali, sociali e alimentari, è necessario trattare un’immagine corporea distorta con un approccio multidisciplinare che coinvolga sia un supporto psicologico, che aiuti a riprendere coscienza e contatto con il proprio corpo, che una rieducazione nutrizionale.

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