Stigma sul peso: linee guida per dietisti e nutrizionisti

I pregiudizi nei confronti delle persone sovrappeso sono comuni e diffusi, e possono creare in chi li subisce disagi con conseguenze anche molto gravi.
Ciò che è ancora più grave è quanto questi pregiudizi siano perpetrati anche dai professionisti del settore, molto spesso inconsciamente o con buone intenzioni: nel migliore dei casi si compromette la fiducia alla base del rapporto tra paziente e terapeuta, nel peggiore si ottiene un peggioramento delle condizioni.
Per mantenersi oggettivi e rispettosi, evitando di farsi influenzare da uno stigma pericoloso, in grado di compromettere mesi di successi, può essere utile seguire alcune linee guida:

  • essere duri, puntando sulla vergogna e sul senso di colpa, porta ad un peggioramento dei comportamenti alimentari, spingendo il paziente a rinunciare e interrompere le terapie se si sentono “giudicati” dal medico
  • il centro dell’approccio terapeutico dovrebbe sempre essere il paziente considerato come persona, non la sua malattia. Bisogna pertanto scegliere con cura le parole che si usano, ad esempio non parlare di “un obeso” ma di “una persona con eccesso di peso”. Invece di “obesità” si può parlare di “BMI”, “peso in eccesso”, “peso non salutare”, utilizzando insomma termini neutri piuttosto che alternative cariche di un’accezione negativa
  • è importante mettersi nei panni di chi ci si trova di fronte, con il suo vissuto e i suoi problemi, sforzarsi di essere gentili e disponibili, interessandosi a lui come persona e non come caso clinico, ascoltando le sue esigente ed integrandole nella terapia: in altre parole, in questo caso l’empatia è una componente essenziale di una pratica medica efficace

I terapeuti hanno un ruolo importante nello sviluppo di una cultura che interrompa lo stigma nei confronti del peso in eccesso, che comprenda maggiormente la diversità biologica e che promuova il rispetto del malato, pertanto è necessario che essi stessi capiscano il problema e si impegnino per eliminare gli errori in cui possono essere incorsi, col fine di migliorare se stessi e agevolare la guarigione dei loro pazienti.

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