Sindrome premestruale, combatterla con il ferro

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È possibile ridurre gonfiore e dolori causati dalla sindrome premestruale fino al 40%, con un adeguato apporto di ferro.

Lo affermano i ricercatori della University of Massachusetts che hanno condotto uno studio nel quale si dimostra  la stretta correlazione tra l’intensità dei dolori legati alla sindrome premestruale e l’assunzione di ferro nell’alimentazione.

Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Epidemiology, ha rivelato appunto che le donne la cui dieta è particolarmente ricca di questo minerale incorrono meno frequentemente nei disturbi della sindrome premestruale, ovvero gonfiori, dolori, fastidi più o meno invalidanti che si manifestano all’incirca una settimana prima dell’arrivo della data del ciclo.

Per combattere i problemi che disturbano ogni donna in quel periodo, è però necessario un quantitativo di ferro pari a 20 mg al giorno. Si può incrementare l’apporto di questo minerale aumentando il consumo di alcuni alimenti che ne sono ricchi, come legumi, frutta secca, spinaci, semi di soia e alghe. Un ottima fonte di ferro sono anche i molluschi, il pesce e il riso integrale. Via libera anche a ravanelli e albicocche secche.

Secondo i ricercatori, anche zinco e potassio potrebbero giocare un ruolo fondamentale nella prevenzione della sindrome premestruale: bene quindi consumare the, caffè, pomodori, prezzemolo, basilico, carote e alimenti a base di soia. Validi alleati sono anche cereali, cioccolato fondente amaro, sesamo, semi di papavero e di zucca.

Fonte : “Figurella.it”

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