Semaglutide: una nuova frontiera contro l’obesità

 In Benessere, Dieta

Come abbiamo visto di tanti altri articoli del blog, l’obesità è una alterazione metabolica caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso nel corpo. La maggior parte delle volte, l’alto tasso di accumulo adiposo determina una compromissione dello stato di salute, tanto da dover considerare l’obesità una patologia cronica al pari del diabete e dell’ipertensione arteriosa. I soggetti obesi hanno un’aspettativa di vita, qualitativa e quantitativa, molto ridotta e ben diversa rispetto le altre persone. Inoltre, a questa patologia viene spesso associato un incremento annuale del rischio di mortalità.

È risaputo che, per provvedere e tutelare il più possibile i pazienti affetti da obesità, il metodo migliore è un approccio multiplo: non basterebbe, per esempio, la sola pianificazione di una corretta e costante attività fisica, bisognerebbe associare una dieta personalizzata ed equilibrata e spesso anche un supporto psicologico.

Capita spesso, però, che queste strategie iniziali non siano sufficienti: i risultati, a volte, tendono a tardare, o non sono assoluti come i medici e il paziente si aspettavano. In questi casi è possibile ricorrere anche all’utilizzo di farmaci. Ma quali sono i farmaci più utilizzati contro l’obesità? Perché ultimamente si sente parlare di Semaglutide?

I farmaci più utilizzati contro l’obesità e il programma di sviluppo STEP

I farmaci attualmente approvati in Italia per la gestione farmacologica di soprappeso e obesità, a oggi sono tre:

  • ORLISTAT, è utile contro il sovrappeso e l’obesità in quanto capace di ridurre l’assorbimento dei grassi alimentari a livello gastroenterico;
  • LIRAGLUTIDE, è un principio attivo incretino-mimetico utilizzato, oltre che per l’obesità e il sovrappeso, anche nel trattamento del diabete mellito di tipo 2;
  • l’associazione BUPROPIONE-NALTREXONE.

Tuttavia, negli ultimi mesi, c’è grande attesa, sia da parte dei medici che dei pazienti, di un nuovo farmaco.

SEMAGLUTIDE, che dovrebbe essere disponibile già a partire dal 2022, è un agonista del recettore GLP-1, una versione sintetica di un ormone fisiologico che agisce sui centri dell’appetito presenti nel cervello e nell’intestino, favorendo la sazietà.

Il farmaco è stato approvato nel dicembre 2017 per il trattamento del diabete di tipo 2 e la riduzione del rischio di eventi cardiovascolari maggiori tra cui infarto e ictus.

Il farmaco Semaglutide, associato a un cambiamento dello stile di vita, favorisce una perdita di peso clinicamente rilevante in pazienti con sovrappeso o obesità. È quanto emerge con chiarezza da due studi che fanno parte del programma di sviluppo STEP (Semaglutide Treatment Effect in People with Obesity Program), condotto in 149 centri e in 12 paesi come Nord America, Europa, Sud America, Medio Oriente, Sud Africa e Asia. Grazie alle prove fornite dagli studi STEP, Semaglutide è già stato sottoposto alla valutazione degli enti predisposti per l’approvazione come trattamento per l’obesità: alla Food and Drug Administration (FDA), USA, al National Institute of Clinical Excellence (NICE), all’European Medicines Agency (EMA).

Lo studio ha coinvolto 1961 pazienti adulti (45 anni) affetti da obesità (peso medio 105.3, Indice di Massa Corporea (BMI) 37.9 e girovita di 114.7 cm) e 1306 sono stati sottoposti all’assunzione del Semaglutide. Il 43.7% dei pazienti aveva, inoltre, prediabete e il 75% associava all’eccesso di peso almeno un’altra malattia. I pazienti che hanno ricevuto 2.4 mg alla settimana di Semaglutide, per via sottocutanea, hanno perso mediamente quasi il 15% del loro peso rispetto all’inizio dello studio, e un terzo dei partecipanti ha raggiunto il 20% di riduzione del peso.

I risultati di questo studio rappresentano un importante passo avanti per il miglioramento della salute delle persone con obesità. Nessun altro farmaco per il trattamento dell’obesità ha sinora ottenuto tale riduzione del peso: è davvero un farmaco che farà la differenza“, hanno dichiarato gli autori dello studio.

E non sono solo questi i vantaggi di Semaglutide. Infatti, tale perdita di peso era accompagnata, in modo proporzionale al dimagrimento, anche dal miglioramento dei principali parametri di rischio cardiovascolare e metabolico.

Semaglutide e obesità: alcune importanti considerazioni sullo studio STEP 2

I risultati di un nuovo studio, lo STEP 2, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet confermano quanto già emerso nello studio STEP1.

In questo secondo studio, sono stati valutati 1210 pazienti con diabete di tipo 2 associato a sovrappeso od obesità. Come noto, l’eccesso di peso contribuisce in modo significativo allo sviluppo del diabete tipo 2. Molti pazienti riescono a gestire il diabete, almeno inizialmente, grazie a una dieta sana, all’esercizio fisico e assumendo farmaci per la glicemia. Ma non per tutti è così.

I soggetti ingaggiati nello studio erano adulti con un Indice di Massa Corporea (BMI) di almeno 27 kg/m2, livelli di emoglobina glicata del 7-10% e una diagnosi di diabete di tipo 2 da almeno 180 giorni dall’inizio dello studio. Sono stati assegnati in modo casuale in rapporto 1:1:1 a ricevere, per via sottocutanea ,Semaglutide 2,4 mg o Semaglutide 1,0 mg (la dose approvata per il trattamento del diabete), una volta alla settimana per 68 settimane, in parallelo al cambiamento del proprio stile di vita.

Lo studio ha dimostrato che in soggetti con sovrappeso e obesità e diabete di tipo 2, la monosomministrazione di Semaglutide 2.4 mg (dosaggio maggiore rispetto a quello indicato per i pazienti con solo diabete) – in associazione a reali cambiamenti dello stile di vita – favorisce una maggiore riduzione del peso, intorno al 10% del peso iniziale. Oltre un quarto dei pazienti è riuscito a perdere più del 15% del peso, un risultato decisamente superiore rispetto a quanto osservato con qualsiasi altro farmaco.

Inoltre, più dei due terzi dei pazienti trattati hanno raggiunto un target di emoglobina glicata (HbA1c) del 6.5 o più bassa (riduzione dell’1.6%) e un miglioramento dei fattori di rischio cardiovascolare (girovita, pressione arteriosa, colesterolo e altri lipidi nel sangue, proteina C-reattiva, parametri epatici, rapporto albumina/creatinina nelle urine), favorendo un miglior stato generale di salute, grazie anche al buon profilo di tollerabilità del farmaco.

Questi risultati sono entusiasmanti e rappresentano una nuova era nella gestione dell’eccesso di peso nelle persone che soffrono di diabete di tipo 2. Stabiliscono un vero cambio di paradigma nella nostra capacità di trattare l’obesità“, ha commentato la prima autrice della ricerca Melanie Davies, diabetologa di grande prestigio presso l’Università di Leicester e co-direttore del Leicester Diabetes Center, nel Regno Unito.

Inoltre è davvero incoraggiante che, insieme alla perdita di peso, abbiamo osservato miglioramenti della salute in generale, con un incremento significativo nei punteggi di funzionalità fisica, pressione sanguigna e controllo della glicemia“, ha aggiunto.

Altri studi sono attualmente in corso per valutare l’efficacia e la tollerabilità di questo nuovo farmaco per il trattamento dell’obesità che sarà disponibile in Italia dal 2022.

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