Sale e ipertensione

 In Benessere Alimentare, Dieta

L’amore per i cibi salati e molti saporiti può rappresentare un rischio significativo per la salute, favorendo l’insorgenza di ipertensione arteriosa, in particolare nei soggetti predisposti.
Il consumo medio di sale in Italia, infatti, è superiore al fabbisogno quotidiano (circa 10g a persona), e il sodio in esso contenuto, 0,4g per ogni grammo di sale, aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e dei reni, sia in relazione all’aumento della tensione arteriosa che indipendentemente.
Al contrario, è stato dimostrato che nei soggetti ipertesi diminuire il consumo di sale permette l’abbassamento della pressione sistolica di 5 mmHg e della diastolica di 3 mmHg.
Le dosi di sodio raccomandate dall’OMS sono di 2g al giorno, contenuti in circa 5g di sale da cucina. La difficoltà del tener traccia di questa quantità sta nel fatto che non bisogna tenere conto soltanto del sale aggiunto come condimento, ma anche di quello già presente negli alimenti di cui non ci rendiamo conto.

Il sale presente negli alimenti

Salumi, formaggi e lavorazioni industriali sono particolarmente a rischio, come riportato in questa tabella dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione in merito al contenuto in sodio di vari cibi:

  • 300 gr di pizza rossa o bianca = 2 grammi
  • 50 gr di pane (una fetta) = 0,15 grammi
  • 20 gr biscotti dolci (2-4 biscotti) = 0,04 grammi
  • 50 gr di parmigiano = 0,3 grammi
  • 50 gr di prosciutto crudo dolce (3-4 fette medie)  = 1,29 grammi
  • 50 gr di prosciutto cotto (3-4 fette medie) = 0,36 grammi
  • 50 gr di salame di Milano (8-10 fette medie) = 0,75 grammi
  • 100 gr mozzarella = 0,20 grammi
  • 20 gr Parmigiano grattugiato (1 cucchiaio) = 0,06

Consigli per l’utilizzo del sale

Con qualche accortezza è possibile riportare il proprio consumo di sale e sodio a livelli più salutari:
in primo luogo è consigliabile sostituire il sale comune con quello iodato, riducendone gradualmente le quantità e scegliendo quando possibile cibi non salati (ad esempio pane e cibi in scatola). Vanno limitati anche gli snack salati, salumi e formaggi e i condimenti alternativi ricchi di sodio (soia, dadi da brodo, salse) preferendo piuttosto spezie, aceto e limone.
I bambini dovrebbero essere abituati fin da piccoli a sviluppare un gusto per i cibi meno salati, e in generale bisognerebbe evitare di somministrare loro il sale per tutto il primo anno di vita.
Infine, bere e idratarsi adeguatamente è essenziale per riequilibrare i sali minerali perduti con la sudorazione.

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