Ridurre le carni rosse e processate per limitare il rischio di cancro

Una delle raccomandazioni per prevenire il cancro suggerisce di mangiare solo piccole quantità di carni rosse e quantità ancora minori di carni processate, perchè esistono solide prove che causino tumore al colon-retto. Le carni rosse includono tutti i tagli di carne magra di mammiferi tra cui manzo, vitello, maiale, agnello, montone, cavallo e capra, mentre quelle processate includono tutte le carni lavorate tramite salatura, fermentazione, affumicamento o altri procedimenti che esaltano il sapore o migliorano la conservazione, tra cui prosciutto, salame, pancetta, salsicce e alcuni tipi di carne macinata.

Il consumo di carni rosse va limitato a non più di tre porzioni a settimana, per un totale di 350-500g, mentre quello di carni processate dovrebbe essere minimo e avvenire una tantum: questo apporto serve a bilanciare il fattore di rischio (non solo di cancro, ma anche di problemi cardiovascolari e ipertensione) e l’apporto in nutrienti come proteine, ferro, zinco e vitamina B12 che queste due categorie alimentari sono in grado di fornire.
Nel consumo sono preferibili i tagli magri, e vanno alternate a carni bianche, pesce, uova e latticini.
Il consumo di carne non è necessario per una dieta equilibrata, e può essere sostituito con legumi e cereali, sia per quanto riguarda l’apporto proteico che quello di minerali, per quanto siano meno biodisponibili.

L’importanza della limitazione di carni rosse e processate per la prevenzione del cancro renderebbe necessaria la produzione da parte degli enti pubblici di campagne informative che educhino ad una sana alimentazione e ad uno stile di vita salutare e corretto.

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