Quali rischi corrono i bambini affetti da obesità?

 In Benessere, Dieta

Partendo dalla concezione secondo cui ingrassare troppo significa che del grasso viene immagazzinato in quantità eccessiva, esistono numerosi modi di affrontare l’obesità e dunque per fare in modo che, banalmente, l’energia spesa non sia inferiore al consumo. Di conseguenza, già da queste poche righe introduttive è facile capire che il primo intervento efficace di prevenzione dell’obesità nei bambini è quello di spronare i nostri figli a una regolare attività fisica quotidiana.

Come abbiamo già visto in un altro articolo del blog dedicato all’obesità infantile, quando parliamo di attività fisica non parliamo di una pratica costante di un determinato sport, bensì, come riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), intendiamo tutte quelle attività quotidiane come camminare, correre, andare in bicicletta, ballare e giocare all’aperto. Tralasciando le cause e il forte incremento dell’obesità infantile, in questo articolo analizziamo quelli che sono i principali rischi che corrono i bambini affetti da obesità.

Obesità infantile e i tre principali generi di difficoltà

I principali generi di difficoltà che derivano dal sovrappeso e dall’obesità infantile sono tre, ossia:

  • Complicazioni fisiche
  • Complicazioni psicologiche
  • Conseguenze sociali

Focalizzandoci soprattutto sulle complicazioni fisiche, esse hanno origine sia nelle perturbazioni del metabolismo causate dall’eccesso di tessuto adiposo sia nelle conseguenze dirette, meccaniche o respiratorie, dell’eccessivo carico portato. È fondamentale precisare che questa presentazione semplicistica – proprio perché tale – non riassume, ovviamente, l’insieme della situazione. Bisogna, infatti, tenere presente che intervengono anche la sensibilità individuale, sottintesa dalla genetica, la morfologia e gli effetti dell’allenamento fisico e dell’attività fisica quotidiana.

Tra le complicazioni fisiche più evidenti, troviamo:

  • Complicanze ortopediche. Gli arti inferiori sono i più coinvolti. Tra i danni possibili, la lisi dell’epifisi femorale superiore, all’articolazione dell’anca, merita di essere presa in considerazione perché grave e non sempre facile da individuare. Inoltre, bisogna tenere presente che, quando viene danneggiata la cartilagine, l’unica cura possibile è un intervento chirurgico nel più breve tempo possibile. L’obesità infantile può causare anche altre lesioni meno gravi e non specifiche ma anche favorire un’artrosi precoce.
  • Complicanze respiratorie. Rifornire d’ossigeno un corpo più voluminoso comporta un’attività respiratoria supplementare. Le principali complicazioni accusate a causa dell’obesità infantile sono la difficoltà di respiro sotto sforzo, il russare, il sonno agitato, un risveglio difficile, mal di testa frequente e sonnolenza nel pomeriggio. Inoltre, quando un bambino o un adolescente obeso soffre di attacchi d’asma, è importante effettuare un’accurata analisi del disturbo per individuare la cura corretta.
  • Complicanze cardiovascolari. La particolarità di queste complicanze è il loro carattere silenzioso. Inoltre, si tenga presente che l’obesità infantile accentua tendenze già esistenti ma non è sufficiente a provocare da sola anomalie lipidiche marcate nel bambino e nell’adolescente. Di conseguenza, per un quadro cardiovascolare completo, è fondamentale approfondire tutte le ricerche necessarie in caso di obesità infantile grave.
  • Rischio di Diabete non insulinodipendente. Il legame obesità-diabete è basato sull’aumento dell’insulina in circolo, come risposta a un tasso di acidi grassi troppo elevati, soprattutto dopo i pasti. Da questo deriva una crescente resistenza all’insulina stessa e quindi un circolo vizioso. A giocare un ruolo importante resta la predisposizione genetica.
  • Disturbi ormonali della pubertà. Si possono distinguere due tipi di situazione: quando i disturbi preesistenti sono associati all’obesità e quando le anomalie sono determinate da conseguenze dell’eccesso di peso. Nelle ragazze, il sovrappeso è spesso associato alle irregolarità del ciclo mestruale che devono essere segnalate al medico. Nei ragazzi, invece, l’anomalia più frequente è l’esistenza di una vera ginecomastia, cioè lo sviluppo di uno solo o di entrambi i seni. Spesso si associa anche un’altra preoccupazione, legata all’impressione di avere un pene troppo piccolo. L’esame, durante il quale è consigliabile che i genitori escano dallo studio medico, consiste nello scoprire se l’organo genitale e semplicemente nascosto dal ventre troppo ingrossato o se è presente un’anomalia o un ritardo dello sviluppo puberale non necessariamente legato all’obesità del soggetto.

A conclusione di questo articolo, essendo l’obesità infantile un argomento tanto delicato e importante quanto vasto e difficile da riassumere, possiamo certamente affermare che la maggior parte delle complicazioni fisiche dell’obesità nel bambino e nell’adolescente si possono scoprire grazie a una semplice visita medica. Le reali urgenze sono rare ma importanti, perché possono danneggiare seriamente le articolazioni in crescita. Paradossalmente, i fenomeni più silenziosi, anomalie lipidiche, insulinoresistenza e poi diabete, fanno pagare un pesante tributo nell’età adulta accelerando un processo di deterioramento cardiovascolare. La loro prevenzione dunque non ha niente d’illusorio.

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