Peptidi biomimetici

I campi della medicina estetica e della cosmesi sono sempre più strettamente legati alla ricerca biotecnologica. Una delle innovazioni di più recente diffusione è l’utilizzo dei peptidi per migliorare le prestazioni di cosmetici per lo skin-care ad uso domestico tanto da avvicinarsi ai risultati di alcuni interventi di medicina estetica o comunque da poterne diluire i tempi tra una seduta e l’altra.
I peptidi sono sequenze sintetiche di due o più aminoacidi, fino ad un massimo di 50 (oltre si parla di vere e proprie proteine), simili alla parte attiva di determinate proteine naturali di cui “mimano” la funzione, legandosi in modo altamente mirato allo specifico recettore ed innescando la relativa azione biologica.
In cosmesi vengono utilizzati in associazione a molecole dalla natura lipofila o all’interno di liposomi per migliorarne l’assorbimento da parte della pelle, e hanno principalmente un ruolo anti-age volto a stimolare il rinnovamento cutaneo e restituire tono e turgore alla cute, rimodellante, rinforzante, schiarente e desensibilizzante; alcuni hanno effetti simili a quelli della tossina botulinica senza però l’invasività di quest’ultima. Basta infatti un’applicazione superficiale, purchè costante e continuativa, per notare un miglioramento. D’altra parte, la loro azione è reversibile in caso di cessato utilizzo.

Le categorie di peptidi più utilizzate in cosmesi sono:

  • di segnale, in grado di stimolare la sintesi di collagene, elastina e glicosamminoglicani, necessari per donare compattezza alla pelle e contrastare i cedimenti dovuti all’età: ne sono un esempio Palmitoyl Tripeptide-5, Palmitoyl Tetrapeptide-3 (uno degli anti-age più efficaci), Palmitoyl Dipeptide-6, Palmitoyl tripeptide-1 e Palmitoyl Hexapeptide, che riduce le rughe di espressione
  • modulatori di espressione dei neurotrasmettitori, in grado di ridurre la produzione di acetilcolina e la capacità dei muscoli di corrugarsi, in maniera simile al botox: ne sono un esempio Dipeptide Diaminobutyroyl Benzylamide Diacetate, Pentapeptide-3, Pentapeptide-18, Acetyl Hexapeptide-3, Acetyl Octapeptide-3, Palmitoyl Hexapeptide-19
  • inibitori degli enzimi, come la MMP, che degradano il collagene e le altre proteine strutturali della pelle, contribuendo al suo invecchiamento; intervenendo su altri enzimi si può modificare la pigmentazione cutanea e inibire la crescita di peli. Ne sono un esempio Dipeptide-2, Acetyl Tetrapeptide-5, Oligopeptide-20, Eflornitine
  • antiossidanti, inibitori della carbonilazione del collagene; ne sono un esempio Tripeptide-1, Carnosine, N-Acetyl Carnosine
  • MELANOTAN I, MELANOSTATIN , Palmitoyl Pentapeptide, GHK (fattore di crescita cellulare), Hexapeptide-10, Hexapeptide-9, con azioni varie sulla desquamazione cutanea, sulla crescita dei peli e sulla melanogenesi

I cosmetici a base di peptidi sono consigliati a partire dai 35-40 anni, a seconda del grado di invecchiamento cutaneo. Per quanto l’alto costo ne scoraggi l’uso da parte delle case cosmetiche, gli ottimi risultati e l’alta tollerabilità definiscono i peptidi biomimetici come un aspetto dell’estetica dalle grandi potenzialità e di spiccato interesse per le future ricerche e sperimentazioni nel campo delle soluzioni anti-age.

Un’ottima linea di creme che sfrutta la tecnologia dei peptidi biomimetici è Hyalic Clinic Labo. Potete saperne di più e acquistarle online su: www.hyalic.it

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