Obesità infantile: meno calorie ma in sovrappeso

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Gli adolescenti sovrappeso consumano, in media, meno calorie rispetto ai coetanei di peso normale. La spiegazione potrebbe risiede nei comportamenti tenuti durante l’infanzia.

L’evidente paradosso, sollevato da numerosi studi epidemiologici, è stato in parte spiegato da una recente indagine nazionale condotta dai ricercatori della University of North Carolina. Il gruppo di medici guidato da Asheley Cockrell Skinner ha analizzato quali potrebbero essere i fattori responsabili di queste associazioni intuitivamente anomale.

Nel proprio studio i ricercatori hanno esaminato alle variazioni nell’introduzione di calorie nei differenti stadi di età, facendo particolare attenzione alla relazione con la condizione corporea. In questo modo sono stati in grado di spiegare parte delle incongruenze emerse in precedenza. I risultati dello studio sono stati presentati sulla rivista Pediatrics.

Per fare questo, Skinner e collaboratori hanno esaminato i registri alimentari del National Health and Nutrition Examination Survey compilati tra il 2001 e il 2008, relativi a 12,648 bambini e ragazzi di età compresa tra 1 e 17 anni.

Dall’analisi è emerso che per i bambini e le bambine tra 1 e 8 anni, si osservava una forte associazione tra il consumo elevato di calorie e lo sviluppo la presenza dell’obesità. Diversamente, a partire dall’età di 9 anni fino a 11, sia i bambini che le bambine di peso normale consumavano in media più calorie rispetto ai coetanei obesi e sovrappeso.

Lo studio ha quindi dimostrato che i bambini obesi esagerano effettivamente con gli alimenti calorici mentre gli adolescenti obesi e sovrappeso consumano, apparentemente, meno calorie rispetto ai coetanei di peso normale.

Secondo i ricercatori, questi risultati possono essere interpretati correttamente solo tenendo in considerazione che il consumo di calorie ha un diverso impatto sullo stato corporeo a seconda dell’età. L’assunzione di eccessive calorie durante la prima infanzia sarebbe quindi la principale causa dell’insorgenza dell’obesità infantile, e questo diverrebbe un meccanismo che si auto-sostiene. Se si considera infatti il bilancio tra calorie introdotte e bruciate, un bambino sovrappeso manterrà la propria condizione indipendentemente dalle variazioni nell’alimentazione, mentre un bambino di peso normale resterà tale.

Lo studio, ha permesso di spiegare parte del paradosso che impedisce di fare chiarezza sulle cause dei disordini metabolici nell’infanzia. Questi risultati sottolinenano l’importanza di priorizzare gli interventi di restrizione calorica nella prima infanzia, mentre invitano ad altre strategie quali l’attività fisica per combattere il sovrappeso negli adolescenti.

Fonte: Skinner AC, Steiner MJ, Perrin EM. Self-Reported Energy Intake by Age in Overweight and Healthy-Weight Children in NHANES, 2001-2008. Pediatrics. 2012

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