Obesità, cause e conseguenze: quali sono i rischi reali?

Cos’è l’obesità e come si riconosce?

L’OMS definisce l’obesità come una malattia cronica caratterizzata da un accumulo eccessivo di peso in grado di influenzare negativamente la vita di un individuo e ridurre le sue aspettative di vita. Per valutare l’eventuale stato di obesità di una persona si utilizza l’Indice di Massa Corporea, o BMI, cioè il rapporto tra peso in chilogrammi e altezza in metri al quadrato. Si parla di obesità quando il BMI supera i 30 km/m 2. I rischi per la salute, soprattutto quella cardiovascolare, iniziano a presentarsi già nello stato di sovrappeso (BMI > 25) o quando la circonferenza della vita supera i 102cm per gli uomini e gli 88cm per le donne, e aumentano esponenzialmente con l’aumentare di questi dati.
Al giorno d’oggi il sovrappeso interessa circa un terzo della popolazione e l’obesità il 10%.

Obesità e mortalità sono collegate?

Sovrappeso e aumento della mortalità sono direttamente proporzionali, in particolare in caso di accumulo di grasso viscerale che diventa un importante predittore di rischio.
Secondo l’OMS sono collegate all’obesità il 21% delle malattie coronariche, un terzo circa dei tumori e diverse altre patologie meno gravi ma comunque invalidanti, come cattiva ossigenazione, patologie polmonari, cataratta, pancreatiti, malattie del fegato e dei reni, osteoartriti e infertilità.

La Sindrome Metabolica

L’obesità viscerale può causare l’aumento della pressione arteriosa in combinazione con l’innalzamento dei livelli di trigliceridi e colesterolo e la possibile insorgenza di diabete mellito: questa combinazione di patologie prende il nome di sindrome metabolica e può innalzare anche il rischio cardiovascolare.

Cosa succede al cuore quando si ingrassa?

Le modificazioni metaboliche che avvengono quando si sviluppa l’obesità contribuiscono al sovraccarico cardiaco, facendo dilatare il cuore e facilitando cardiopatie ischemiche, ipertrofiche e dilatative. Recenti studi hanno però dimostrato che dimagrendo regredisce rapidamente anche l’ipertrofia ventricolare sinistra.

A quali tipi di cancro è collegata l’obesità?

Negli uomini affetti da obesità sono più frequenti il cancro al colon-retto e alla prostata, mentre nelle donne è più alta la mortalità per tumore alla mammella, alla colecisti, alle vie biliari, all’endometrio, alla cervice e all’ovario. Si può comunque agire preventivamente mantenendo un peso salutare.

In che modo l’obesità è anche un problema psicologico?

Psicologia e obesità sono strettamente collegate: lo stigma sociale che circonda questa patologia può contribuire allo sviluppo di stati ansiosi e depressivi, che a loro volta trovano sfogo in comportamenti alimentari scorretti (sindrome da alimentazione notturna o alimentazione compulsiva) in grado di influenzare negativamente lo stato di obesità.

Quali sono le cause principali dell’obesità?

L’OMS definisce l’obesità come una patologia cronica e dalle cause multifattoriali: non esiste quindi un solo motivo per cui si ingrassa, ma concorrono più fattori in modo diversamente determinante. Una delle cause principali è però l’iperalimentazione, ovvero il consumo cronico di più calorie di quante ne si consumi tramite il metabolismo basale, l’attività fisica e la termogenesi; generalmente è associata ad uno stile di vita sedentario e a basso consumo energetico e al consumo di alimenti ipercalorici e a basso contenuto nutrizionale.

Che rapporto c’è tra obesità e progresso?

La società moderna, con la sua grande abbondanza di prodotti di facile consumo, ha facilitato la diffusione dell’obesità grazie alla disponibilità di cibi pronti e precotti, solitamente molto grassi o con ingredienti di scarso valore nutrizionale, e alla tendenza a consumare più di quanto non si dovrebbe. Sarebbe auspicabile un’inversione di tendenza con una riscoperta del cibo di qualità e di un’alimentazione equilibrata.

L’obesità può essere genetica?

Alcune etnie o persone possono essere più predisposte di altre allo sviluppo dell’obesità, per via di caratteristiche genetiche che facilitano l’accumulo di peso o ritardano il senso di sazietà. In altri casi sono le abitudini ereditarie a favorire il sovrappeso. In ogni caso è sempre possibile intervenire per combattere queste tendenze.

Obesità e cure farmaceutiche

L’obesità è tra gli effetti collaterali di alcuni tipi di farmaci (corticosteroidi, antidepressivi e sodiovalproato) e tra i sintomi di alcuni disturbi endocrini come l’ipertiroidismo. In questi casi non si può intervenire se non tenendo ancora di più sotto controllo il proprio apporto calorico.

Il diabete è collegato all’obesità?

Il diabete è una patologia cronica caratterizzata da alterazioni nella quantità o nella funzionalità dell’insulina, che normalmente consente l’utilizzo di glucosio come fonte energetica: questi malfunzionamenti causano dunque un accumulo anormale di glucosio nel sangue. Il diabete è la patologia più comunemente associata all’obesità (secondo l’OMS questi due fattori sono collegati nel 58% dei casi) e proprio il sempre più diffuso sovrappeso ne favorisce l’incidenza sulla popolazione.

Quali sono le conseguenze del diabete?

Il diabete può avere gravi conseguenze acute, come l’entrata in coma a causa di accumulo di prodotti metabolici non smaltiti tramite l’insulina, e altre croniche, in particolare danni agli occhi, ai reni, al cuore e al sistema sanguigno e nervoso periferico. Più si aggrava lo stato di obesità, più gravi si fanno anche le conseguenze del diabete, ma perdendo peso diventa più semplice trattare questa patologia.

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