Naltrexone + Bupropione

Uno dei farmaci più comunemente utilizzati per il trattamento dell’obesità in pazienti adulti con un indice di massa corporea (BMI) ≥ 30 kg/m², oppure del sovrappeso in pazienti con un BMI compreso tra 27 kg/m² e 30 kg/m² in presenza di una o più comorbilità legate al peso (diabete mellito di tipo 2, dislipidemia o ipertensione) è un’associazione di naltrexone + bupropione. Agisce sulle aree del cervello coinvolte nel controllo dell’assunzione di cibo e nel consumo di energia.
Questo mix viene venduto in compresse a rilascio prolungato, contenenti ciascuna 8 mg di naltrexone cloridrato, equivalenti a 7,2 mg di naltrexone, e 90 mg di bupropione cloridrato, equivalenti a 78 mg di bupropione. L
’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e la Food and Drug Administration (FDA) hanno rilasciato l’autorizzazione all’immissione in commercio di questa terapia farmacologica, valida in tutta l’Unione Europea, e in Italia è stata approvata dal Ministero della Salute.
Va assunto secondo le indicazioni del medico, per via orale, con una dose variabile nel tempo:

Prima settimana: una compressa una volta al giorno al mattino

Seconda settimana: una compressa due volte al giorno, una al mattino e una alla sera

Terza settimana: tre compresse al giorno, due al mattino e una alla sera

Dalla quarta settimana in poi: due compresse due volte al giorno, due al mattino e due alla sera

Questa terapia può essere prescritta esclusivamente da un medico specialista in Scienza dell’alimentazione, endocrinologia, cardiologia e medicina interna come supporto ad un cambiamento nella dieta e nello stile di vita, e il medico può richiedere degli esami del sangue , in particolare in caso di diabete oppure se il paziente ha più di 65 anni. La dose può essere riadattata a seconda delle esigenze, oppure il trattamento può venire sospeso se dopo 16 settimane non si è verificato un progresso soddisfacente (perdita del 5-10% del peso originale).
Assumere più di due compresse due volte al giorno può comportare effetti collaterali anche gravi.
Nello specifico, alcuni dei più comuni effetti collaterali sono: nausea, vomito, dolori addominali, cefalea, disturbi del sonno, tremori, disturbi dell’umore, letargia, accelerazione del battito cardiaco.
Alcune particolari condizioni mediche possono aumentare la possibilità di effetti collaterali, ad esempio: allergie ai principi attivi contenuti nel farmaco, ipertensione non controllata, tendenza a soffrire di convulsioni, depressione o altri disturbi psichiatrici e dell’alimentazione, dipendenze da alcool o oppiacei in corso o periodo di astinenza con crisi, cancro, malattie ai reni o al fegato di tipo grave.
Bisogna inoltre avvertire il medico prima della prescrizione in caso di:

  • pressione sanguigna alta
  • malattie delle arterie coronarie
  • malattie cerebrovascolari
  • qualsiasi problema al fegato o ai reni
  • episodi maniacali in passato

Il medico va anche informato riguardo i medicinali che si stanno già assumendo, in quanto si possono avere interazioni con:

  • Inibitori della monoaminossidasi (medicinali per il trattamento della depressione o della malattia di Parkinson) quali fenelzina, selegilina o rasagilina. L’assunzione di questi medicinali deve essere interrotta almeno 14 giorni prima di iniziare la terapia
  • Oppiacei e medicinali contenenti oppiacei, ad esempio per trattare tosse e raffreddore (come le miscele contenenti destrometorfano o codeina), dipendenza da oppiacei (come il metadone), antidolorifici (ad es. morfina e codeina), diarrea (ad es. paregorico). L’assunzione di questi medicinali deve essere interrotta almeno 10 giorni prima, perchè naltrexone blocca gli effetti degli oppiacei, e se vengono assunte alte dosi di oppiacei per superare questo blocco potrebbe verificarsi un’intossicazione potenzialmente fatale.
  • Medicinali che possono aumentare il rischio di convulsioni se usati da soli o in combinazione con naltrexone/bupropione, quali medicinali per la depressione e altri problemi di salute mentale, steroidi, medicinali usati per prevenire la malaria, chinoloni (antibiotici come la ciprofloxacina per il trattamento delle infezioni), tramadolo (un oppiaceo), teofillina, antistaminici che provocano sonnolenza (quali clorfenamina), medicinali per abbassare i livelli di zuccheri nel sangue (insulina, sulfoniluree come gliburide o glibenclamide e meglitinidi come nateglinide o repaglinide), sedativi come il diazepam
  • Medicinali per il trattamento della depressione (come desipramina, venlafaxina, imipramina, paroxetina, citalopram) o altri problemi di salute mentale (quali risperidone, aloperidolo, tioridazina)
  • Alcuni medicinali usati per il trattamento della pressione sanguigna alta (beta-bloccanti come metoprololo e clonidina)
  • Alcuni medicinali usati per il trattamento del ritmo cardiaco irregolare (quali propafenone, flecainide)
  • Alcuni medicinali usati per il trattamento del cancro (quali ciclofosfamide, ifosfamide, tamoxifene)
  • Alcuni medicinali per la malattia di Parkinson (quali levodopa, amantadina o orfenadrina)
  • Ticlopidina o clopidogrel, usati principalmente per il trattamento di patologie cardiache o ictus
  • Medicinali usati per il trattamento di infezioni da HIV e AIDS, quali efavirenz e ritonavir
  • Medicinali usati per il trattamento dell’epilessia quali valproato, carbamazepina, fenitoina o fenobarbital.

Non deve essere usato in gravidanza o allattamento, e può compromettere la capacità di guidare o utilizzare macchinari.
Contiene lattosio, pertanto i soggetti allergici devono informare il medico prima di utilizzare questo medicinale.

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