Mindful eating

Mangiare consapevolmente, con lentezza e assaporando ogni boccone è il primo passo per un nuovo approccio positivo verso il cibo e verso il proprio corpo. Rientra nel concetto più ampio di mindfulness, che consiste nell’essere concentrati e presenti a se stessi nel momento che si sta vivendo, prendendo consapevolezza delle proprie emozioni e sensazioni senza giudicarle e senza preoccuparsi di passato e futuro. È una pratica molto in voga al giorno d’oggi, e se applicata all’alimentazione è un grande aiuto per la dieta perché associa al tradizionale “cosa” si mangia l’attenzione al “come”, in modo da combattere gli automatismi che ci possono portare a mangiare senza controllo e più di quanto abbiamo davvero bisogno. Prestando attenzione a quello che proviamo possiamo capire se abbiamo davvero fame o siamo solo arrabbiati o annoiati, oppure se il desiderio di mangiare è condizionato dall’avere un determinato cibo sempre in vista o dalle pressioni sociali: in altre parole, possiamo riportare il cibo alla sua funzione primaria, quella della nutrizione, eliminando la relazione con l’emotività che può creare una vera e propria dipendenza.
Inoltre, una volta capito che per gustare al meglio qualcosa non ne servono quantità eccessive, verrà meno il discrimine tra cibi concessi e proibiti. Ciò che poi ci guiderà a fare certe scelte piuttosto che altre saranno i concetti di equilibrio, varietà e moderazione che assimileremo naturalmente ascoltando i bisogni del nostro corpo.
Le basi del mindful eating sono semplici:

  • Osservare, ascoltando le necessità del proprio corpo: mi sto apprestando a mangiare per vera fame o perché mi sto annoiando? Sto cercando di finire il piatto per non offendere il padrone di casa anche se sono sazio?
  • Gustare a pieno ciò che si mangia, apprezzandone sapore e profumo e senza far ricadere il pasto in una mera routine
  • Non giudicare, eliminando le regole troppo rigide e l’automortificazione: se capita di fare uno sgarro si rimedierà, renderlo una colpa crea solo un atteggiamento negativo verso il cibo
  • Vivere il momento prestando attenzione a ciò che si sta facendo, senza distrarsi con cellulari e tv.
  • Essere consapevoli di ogni boccone

Un aiuto può arrivare anche da chi ci circonda, che dovrebbe fornirci supporto: da parte nostra, presa una nuova consapevolezza della nostra alimentazione, dovremmo evitare i comportamenti giudicanti con gli altri, anche solo nelle parole.

Il dimagramento dev’essere un atto d’amore verso se stessi e il proprio corpo, non un dovere sociale o un’ossessione: con la giusta mentalità e attenzione, mantenendosi attivi e tenendo presenti i suggerimenti relativi al proprio profilo alimentare si trasformerà in un percorso positivo piuttosto che in una sfida insormontabile.

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