Microbiota intestinale e salute

 In Nutrizione Clinica

Il concetto di “flora intestinale” è entrato da tempo nell’uso comune quando si parla di alimentazione e salute, ma è circondato ancora da molta confusione, anche perché gli stessi studi scientifici a riguardo sono solo agli esordi.
Ciò che si sa di per certo è che nel nostro tratto digerente vivono trilioni di microorganismi, soprattutto batteri, distribuiti in colonie di densità variabile che creano un vero e proprio ecosistema  definito “microbiota”.

Il Microbiota

Il microbiota è talmente complesso e importante per la nostra salute da essere stato indicato come organo aggiuntivo “nascosto”. È noto più o meno a chiunque il suo ruolo di aiuto alla digestione, in particolare per lo smaltimento di tossine e la sintetizzazione dei nutrienti, ma è stato da poco scoperto che possiede un vero e proprio codice genetico autonomo, detto “microbioma”, che supera il nostro per numero di geni di un’entità che varia tra le 200 e le 850 volte e che, a differenza di quello umano, è dinamico nel tempo: sono molti infatti i fattori che influenzano la composizione della flora batterica nel corso della vita, a partire dall’alimentazione, dal sesso e dall’età dell’individuo, per arrivare allo stato di salute, di stress e all’assunzione di farmaci e ormoni. Per quanto non sia ancora chiaro il motivo, una grande varietà di batteri sarebbe collegata ad un buono stato di salute: alcuni cibi, come caffè, yogurt, tè e vino rosso, favoriscono lo sviluppo di una flora diversificata.

Il ruolo del Microbiota

È naturale quindi che il microbiota, a sua volta, non influenzi solo la digestione in sé.
In primo luogo ha un ruolo nella buona riuscita di una dieta: è dotato di una sorta di “memoria” per cui se viene abituato ad un determinato tipo di alimentazione reagirà poi trasmettendo sensazione di disgusto nel caso i cibi ingeriti venissero improvvisamente cambiati. Per quanto sostituire una popolazione batterica con una determinata memoria, o creare nuove abitudini più salutari, sia un processo lungo e difficile, anche solo la vicinanza con una persona fautrice di uno stile di vita più sano può aiutarci a migliorare: i batteri del microbiota, infatti, non sono situati solo nell’intestino, ma anche intorno a noi, rendendo così possibile un interscambio con quelli di chi ci circonda.
Il microbiota, inoltre, regolerebbe il sistema immunitario e giocherebbe un ruolo nella predisposizione di un individuo a contrarre determinate malattie o allergie, rendendosi vettore sull’organismo di condizioni sfavorevoli dell’ambiente circostante. L’analisi dei microrganismi intestinali potrebbe quindi portare a prevedere lo sviluppo di patologie di questo tipo, mentre il trapianto di microbiota è una tecnica terapeutica recentemente sperimentata per ovviare a tali disturbi, ad esempio la colite ulcerosa, oggetto di uno studio statunitense.
Persino l’umore potrebbe essere influenzato dal microbioma, che contribuisce alla produzione tanto di serotonina quanto di sostanze neurotossiche e ormoni di vario tipo.
È importante rispettare l’eubiosi, ovvero l’equilibrio tra batteri benefici e batteri patogeni, evitando l’eccesso di antibiotici e di cibi malsani, per scongiurare il rischio di insorgenza di patologie infettive e metaboliche: talvolta si può favorire l’eubiosi tramite l’assunzione di sostanze probiotiche, ovvero microorganismi vivi in grado di colonizzare beneficamente la mucosa intestinale, e prebiotiche, che promuovono il nutrimento e la crescita selettiva di una determinata categoria di batteri salutari autoctoni.
Nonostante gli studi sul microbiota possano definirsi tutt’altro che conclusi, tutti gli studiosi concordano sulla necessità di mantenerlo in buona salute ed equilibrio in modo da assicurarsi la salute anche dell’intero organismo.

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