Microbiota e cervello

Secondo un recente studio condotto in Australia sui moscerini della frutta, il microbiota sarebbe in grado di comunicare al cervello i nutrienti di cui l’organismo ha bisogno.
L’esperimento è stato svolto su tre gruppi di insetti, nutriti per 72 ore con una dieta contenente tutti, solo alcuni e nessuno degli amminoacidi essenziali (ovvero quelli che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare autonomamente e devono quindi essere assunti con la dieta). Dopo le 72 ore sono state proposte a tutti e tre i gruppi sia una soluzione zuccherina sia un lievito ricco di proteine, preferito dai soggetti che si trovavano in deficit di almeno uno degli amminoacidi.
I moscerini il cui microbiota presenta determinati ceppi batterici (in particolare Acetobacter pomorum e Lactobacilli) non sembravano invece presentare l’istinto di nutrirsi con il lievito proteico: questo non perchè, come inizialmente ipotizzato, i ceppi batterici possono supplire alla produzione di amminoacidi essenziali, ma perchè possono comunicare al cervello che l’organismo può sopravvivere anche senza nutrirsi di quelle proteine senza che la capacità riproduttiva venga intaccata.
Il microbiota è quindi in grado di modulare l’assunzione di determinati nutrienti comunicando al cervello le necessità dell’organismo: approfondire questo argomento potrebbe modificare il nostro approccio alla dieta.

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