IL MEAL PLANNING E IL RIPRISTINO DI UN’ALIMENTAZIONE REGOLARE NEI PAZIENTI AFFETTI DA DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

 In Vario

Gli studi scientifici che si sono occupati di valutare la miglior strategia terapeutica comportamentale per i pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare (DCA), hanno evidenziato l’importanza del procedere seguendo precisi accorgimenti secondo un programma di 3 fasi:

1) pianificare i pasti, “meal planning”, ovvero decidere in anticipo i pasti della giornata

2) mangiare in modo “meccanico” : non solo prestando molta attenzione alla suddivisione dei pasti nell’arco della giornata, ma seguendo le precise indicazioni su quale e quanto cibo assumere, dove e a che ora.

3) eseguire l’ “automonitoraggio” finale che consta nel riportare in un diario giornaliero la dinamica alimentare e lo stile di vita, incluse eventuali la pratiche sportive intraprese, episodi di vomito autoindotto o abuso di lassativi e diuretici. Questa è la fase del programma più preziosa e delicata, soprattutto in quanto permette al paziente di prender coscienza della propria condizione di malattia.

Il razionale di questo programma  e’ sempre quello di fornire al  paziente  uno schema rigido dal quale non gli e’ permesso di allontanarsi troppo e che gli garantirà un corretto apporto di nutrienti. Questo lo dovrebbe, passo dopo passo, agevolare nell’ identificazione di quelle sue rigide regole in merito al cibo.

Il meal planning è anche utile in quanto permette di osservare cosa accade quando il paziente segue un piano alimentare disturbato, quali emozioni o situazioni ricorrenti si verificano.

Fonti:
Fairburn CG, Agras WS, Walsh BT., Wilson GT, & Stice E (2004). Prediction of outcome in bulimia nervosa by early change in treatment. American Journal of Psychiatry 161, (12), 2322-2324. Fairburn CG, Cooper Z, & Shafran R (2003).

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