Mangiare in compagnia: la convivialità fa bene al buonumore!

Che mangiare in compagnia faccia bene all’umore è ormai una verità scientifica: lo conferma uno studio condotto da Robin Dumbar per l’università di Oxford, il quale sottolinea l’importanza per il benessere sia fisico che psicologico del consumare i pasti insieme ad altre persone. Chi mangia regolarmente da solo, infatti, ha ottenuto un punteggio nell’ “indicatore di benessere” (una scala da 1 a 100 che tiene conto di svariati fattori nello stile di vita) di otto punti inferiore alla media.

Chi mangia in compagnia mangia meglio.

Per quanto non siano ancora esattamente chiare le ragioni, è stato osservato che la convivialità stimola il rilascio di endorfine, gli ormoni del buonumore, che a loro volta contribuiscono a creare un senso di soddisfazione e sazietà che ha il tempo di essere avvertito dall’organismo, dal momento che grazie alle chiacchiere coi commensali il tempo tra una portata e l’altra si dilata. Chi mangia in compagnia mangia meno – dunque – e molto spesso mangia anche meglio di chi pranza e cena in solitudine ricorrendo magari a cibi pronti e confezionati.

Mangiare in compagnia può essere un problema per chi è a dieta?

La compagnia può essere però deleteria per chi è a dieta o ha particolari necessità alimentari, che può sentirsi giudicato ed emarginato, quindi spinto a mangiare anche quello che non vorrebbe: è necessario acquisire sicurezza in se stessi e nelle scelte alimentari che sono state fatte per il proprio benessere, in modo da poter godere della presenza di altre persone senza ansia.

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