Mamme apprensive e salute dei bambini: ecco a cosa stare attente.

 In Benessere, Dieta

Mangiare è un’azione naturale e piacevole. Nessuno strumento di misura permette di sapere che quantità consumare, se non il cervello, considerando che l’unità di misura corrisponde con l’appetito. Da grandi è relativamente più facile capire quando si e davvero affamati e quando no, mentre gestire l’appetito dei più piccolini diventa estremamente difficile. Già solo per questi motivi, è facile intuire come sia possibile che molto spesso le mamme abbiano paura che i propri figli mangino troppo o troppo poco. Al di là dei controlli abituali e del corretto supporto da parte dei medici, è possibile capire come gestire al meglio la propria apprensione, senza ledere il buon senso e nel corretto rispetto dell’appetito dei propri bambini.

Grazie a questo articolo, scopriremo quelle che sono le indicazioni generali da tenere in considerazione, fondamentali per non commettere passi falsi e per essere preparati al meglio nell’accompagnare i propri figli lungo tutto il loro personale percorso di crescita.

Bambini e corretta assunzione dei cibi: alcune preziose informazioni per le mamme apprensive

Indicativamente, i principi riguardo la misura delle porzioni di cibi da assumere sono tre:

  • Fino all’adolescenza, un bambino mangia meno di un adulto.
  • Un bambino piccolo mangia di meno di uno più grande.
  • A scuola, in mensa, si mangia come gli altri, né di più, né di meno.

Sia a scuola sia a casa, la persona che si occupa della distribuzione dei pasti deve essere sempre ben consapevole delle porzioni e della persona a cui assegnarle siano esse adulti, adolescenti o bambini.

In pratica, un bambino piccolo mangia la metà della porzione di sua madre fino a tre/quattro anni, poi i tre quarti fino a nove/dieci anni, infine si avvicina un po’ alla volta alle porzioni degli adulti che sono anch’esse differenti in funzione dell’attività fisica.

A titolo indicativo, il bisogno calorico quotidiano di cui un bambino sedentario o al contrario molto attivo è dell’ordine di:

  • Da 1.000 a 1.200 calorie a due anni.
  • Da 1.400 a 1.700 calorie al giorno verso cinque/sei anni.
  • Da 1.500 a 1.700 calorie dai sette ai nove anni.
  • Da 1.800 calorie in su, quando arriva alla pubertà.

Si tenga presente che, indicativamente, 4.000 calorie al giorno corrispondono ai bisogni di un ragazzo alto 1,90 cm che pesa 80 kg ed è davvero molto sportivo, a livelli agonistici.

Non è necessario essere rigidi con queste cifre, poiché esse hanno semplicemente l’obiettivo di far comprendere meglio come dei piccoli cambiamenti rendono rapidamente inutili i buoni propositi o al contrario danno soddisfazione. Anche in ambito ospedaliero, non scendiamo mai con gli adolescenti molto obesi al di sotto delle 1.800 calorie al giorno.

Gli alimenti da sorvegliare sono:

  • I farinacei: una porzione di due fino a sei cucchiai da minestra basta per i più piccoli fino ai più grandi.
  • I latticini nel loro insieme: da tre a quattro al giorno al massimo, tutto compreso e non meno di due.
  • Il formaggio: la misura delle porzioni è importante per gli amatori. Una sola porzione di 30 g per i formaggi classici, per esempio l’equivalente di un ottica di stracchino; una sola porzione un po’ meno grossa per i formaggi più ricchi.
  • La carne e il pesce: anche qui la misura delle porzioni deve essere adatta all’età, ricordando che una bistecca di carne cruda pesa 100 g e cotta 75 g, che dai cinque ai sei anni bastano circa 50 g, dagli otto ai nove anni 75 g mentre da adulti si passa a porzioni da 100-120 g, peso crudo e senza osso.

È evidente che non esiste una divisione netta e che non si aspetta il compleanno per cambiare le porzioni. Tutti i cambiamenti sono progressivi e personali.

Sicuramente possiamo dire che, per una corretta alimentazione, a prescindere dall’età e fin da bambini, è necessario combinare adeguatamente pesce, carne, legumi, verdure e farinacei e non buttarsi sul formaggio in quanto ricco sì di proteine ma molto grasso.

Nei giorni di scarso appetito, la carne o il pesce una volta al giorno bastano, mentre nei giorni di buon appetito esperti è necessario restare nelle porzioni ragionevoli. Per fare questo, può essere utile rivolgersi al proprio medico di base, sottoporsi a controlli in maniera costante, non aspettare che il proprio bambino assuma cattive abitudini alimentari e scorretti stili di vita e, ovviamente, rivolgersi sempre e solo a professionisti ed esperti in ambito di dietologia e della nutrizione.

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