Laser e radiofrequenza contro i segni lasciati dall’acne

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I dermatologi della Yonsei University di Seoul hanno confrontato i risultati ottenuti da laser e radiofrequenza, utilizzate a una «potenza» simile, in una ventina di pazienti sottoposti a due sedute con uno o con l’altro dispositivo.

Ebbene dopo tre mesi dal trattamento, la maggior parte dei pazienti ha avuto miglioramenti e non sono state evidenziate particolari differenze di efficacia tra laser e radiofrequenza.

Gli esperti hanno però constatato che con la radiofrequenza i tempi di recupero sono stati mediamente più brevi.

Le manifestazioni tipiche dell’acne sono il risultato di un’iperstimolazione delle ghiandole sebacee che, in genere per effetti ormonali, tendono a ingrossarsi e a infettarsi. Si innesca così uno stato infettivo-infiammatorio che può essere contrastato solo agendo sulle cause e quindi con farmaci che agiscono sulle ghiandole sebacee.

Quando l’acne è attiva, laser e radiofrequenza possono accelerare il processo di guarigione a livello dei follicoli infiammati, ma non possono impedire che si formino nuovi brufoli.

La scelta della tecnica più valida va fatta valutando le lesioni nel singolo caso. Parametri come dimensioni, numero, profondità delle cicatrici aiutano a individuare la strategia più adatta: in caso di lesioni superficiali può bastare anche una sola seduta, se invece la cicatrice è profonda è meglio intervenire in più riprese.

Per certi aspetti la radiofrequenza può apparire meno aggressiva del laser, ma è comunque difficile confrontare dispositivi che usano energie diverse. In ogni caso non è detto che un trattamento meno aggressivo sia più valido.

Fonte :”Corriere.it”

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