La terapia cognitivo – comportamentale

 In Benessere, Benessere Alimentare, Dieta, News

La terapia cognitiva, diffusasi negli ultimi anni come prassi psicologica alternativa a quella psicanalitica è stata utilizzata con successo nella cura dei disturbi dell’alimentazione connessi ad una parte emozionale.

Il modello cognitivo si basa sul principio secondo cui l’attività mentale si fonderebbe su una riadattamento di dati primariamente consci e che influenzano la sfera emotiva. I sistemi di rielaborazione possono essere cambiati rimuovendo la parte negativa e migliorati in modo produttivo e sano.
Nei disturbi dell’alimentazione   diminuisce l’organizzazione e la vigilanza sui processi emotivi, la terapia cognitiva si dimostra particolarmente efficace in questo senso. Bisogna considerare però che riconquistare la padronanza sulle proprie emozioni è completamente differente da controllare ossessivamente le proprie condotte alimentari (caratteristica dell’anoressia nervosa).

Il cambiamento del comportamento può avvenire nel momento in cui l’individuo riesamini i processi mentali che lo hanno condotto alla mancata accettazione del suo aspetto, utilizzando il problem solving (tecnica del modello cognitivo più utilizzata nel trattamento di queste patologie) : si chiede al soggetto di pensare al perché ha un’immagine di sé così negativa, dalle prove oggettive che ha per pensarlo, eccetera.
Quando il paziente ha acquisito la consuetudine ad un ragionamento razionale, si chiariscono in maniera oggettiva i benefici di un comportamento alimentare sano e corretto a svantaggio dei momenti in cui si adotta una alimentazione malsana e incontrollata, oltre che a rammentargli l’ eventualità di ricadute in abitudini sbagliate e soprattuttoche non sono niente di irrimediabile ed imperdonabile.
Quando la situazione è più grave , questo tipo di analisi andrebbe allargata anche all’ambito degli affetti, del lavoro e della vita quotidiana del paziente, che influirebbero su uno stato depressivo determinando atteggiamenti consolatori.
Quando vengono interrotti i processi mentali dannosi, è opportuno agire con le regole di rieducazione alimentare tradizionale, nel frattempo il paziente può farsi supportare da una persona vicina in questo percorso o cercare qualcuno con cui fare sport. Il movimento, infatti, ha conseguenze benefiche non solo per la forma fisica ma aiuta ad impegnare la mente, colmando quel senso di vuoto che porta a mangiare impulsivamente, e rialzare il tono dell’umore regolando la fame.

 

Recent Posts
CONTATTACI

Se hai bisogno di informazioni non esitare a contattarci via email o telefonando allo 011 500000!