La carenza di vitamina D causa danni al cervello

Secondo recenti ricerche, la carenza di vitamina D è in grado di interrompere la connettività cerebrale e può danneggiare le capacità di apprendimento e la memoria, destabilizzando le reti perineuronali (PNN) che costituiscono l’impalcatura dei neuroni.
Le PNN sono composte da proteine e molecole di zuccheri che formano una rete di supporto forte intorno a certi neuroni, e stabilizzano così il contatto tra questi ed altri neuroni.

In uno studio condotto a Brisbane, in Australia, alcuni topi di laboratorio sani sono stati privati della vitamina D nella dieta, e dopo 20 settimane hanno mostrato un serio declino nelle capacità di apprendimento e di memoria in relazione al gruppo di controllo.
Il cervello dei topi con carenze di vitamina D ha mostrato una pronunciata riduzione delle PNN nell’ippocampo, una zona del cervello coinvolta nella memoria e nell’apprendimento, e una riduzione nel numero e nella forza delle connessioni tra neuroni sempre nell’ippocampo, il cui volume è però rimasto invariato. Il lato destro è risultato maggiormente danneggiato del sinistro.

La perdita di funzionalità in quest’area può portare a grosse perdite di memoria e ad una percezione distorta della realtà, problemi che aprono le porte alla schizofrenia. Il 70% delle persone affette da schizofrenia presentano livelli insufficienti di vitamina D e problematiche nel lato destro dell’ippocampo.
Una seconda ricerca ha notato che i normali livelli di vitamina D impediscono a determinati enzimi di degradare le PNN, ma quando i livelli di vitamina D calano questi enzimi possono agire indisturbati. Nel momento in cui vengono a mancare le reti di supporto, i neuroni dell’ippocampo non riescono a mantenere le corrette connessioni, con una perdita delle funzioni cognitive.

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