Ipoglicemia dopo la chirurgia bariatrica

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Ipoglicemia” è un termine utilizzato per indicare un basso livello di zuccheri nel sangue, una condizione che solitamente si presenta nel caso si saltino o ritardino i pasti, oppure se questi contengono troppi zuccheri o carboidrati troppo facili da digerire. Prevenire un calo di zuccheri è sempre preferibile a cercare di controllarlo e trattarlo.

Alcune ricerche dimostrano che più del 18% dei pazienti di bypass gastrico possono sviluppare condizioni di ipoglicemia uno o due anni dopo l’intervento. Questo dato è ancora più allarmante se si considera che la maggior parte delle persone che soffrono di ipoglicemia non ne sono consapevoli. Questo disturbo porta confusione, perdita di conoscenza o addirittura convulsioni epilettiche. C’è sempre la paura che una persona affetta da epilessia possa essere più incline ad avere una crisi come conseguenza di un calo di pressione.
Molti ricercatori stanno iniziando a condurre studi a riguardo, con la speranza di riuscire a predire e prevenire questi episodi che possono risultare debilitanti. In generale c’è una più alta incidenza di ipoglicemia come conseguenza di un bypass gastrico; fattori che possono concorrere sono un’importante perdita di peso e una più bassa resistenza all’insulina.
Un forte calo di zuccheri nel sangue può essere pericoloso se non trattato. È consigliabile indicare al proprio medico curante l’eventuale sviluppo di uno dei seguenti sintomi, indicatori di ipoglicemia medio-moderata (livelli di zucchero nel sangue tra i 40 e i 75 mg/dL):
– fame aumentata o improvvisa
– tremore, nausea o sensazione di nervoso
– battito accelerato
– sudorazione
– intorpidimento o pizzicori
– mal di testa, nausea o ansia
– difficoltà di concentrazione

Se si hanno episodi di ipoglicemia medio-moderata, è necessario prendere subito provvedimenti:
– se possibile misurare i propri livelli di zucchero sanguigno
– assumere pastiglie di glucosio (2 o 3) e rimisurare i livelli di zucchero sanguigno dopo 15 minuti. Il valore dovrebbe superare il 90
– se non si hanno a disposizione tavolette di glucosio, bere mezzo bicchiere di succo o assumere un piccolo quantitativo di caramelle, non più di 15g di carboidrati.

È necessario tenere a mente che troppo zucchero potrebbe far calare di nuovo i livelli di glicemia. Dopo il trattamento con le pastiglie di glucosio, mangiare un piccolo snack, come una manciata di noci e un pezzo di frutta, una fetta di formaggio con due cracker integrali o uno yogurt greco.
Controllare spesso i livelli glicemici aiuta a tenere l’ipoglicemia sotto controllo e registrare il suo andamento.
È consigliabile minimizzare quanto più possibile l’intake di carboidrati. I valori cambiano da individuo a individuo, perciò misurare la glicemia un’ora dopo i pasti può fornire indicazioni affidabili. Se i cali di zucchero avvengono frequentemente, e senza sintomi, uno strumento di monitoraggio continuo della glicemia sanguigna, come il Dexcom, può essere essenziale nel fornire informazioni sull’andamento e sui cambiamenti dei livelli di zucchero nel sangue. Per alcuni può essere necessario il supporto di un endocrinologo.

Prevenzione a lungo termine dell’ipoglicemia

Consumare pasti piccoli e frequenti durante il giorno, anche 5-6 volte ogni 2-3 ore può aiutare a mantenere i livelli di zucchero sanguigno stabili.
Non saltare i pasti né ritardarne l’orario. Seguire la propria routine. Mangiare sempre una combinazione di carboidrati e proteine.
Scegliere carboidrati con un basso indice glicemico, che si digeriscono più lentamente e danno stabilità ai livelli di zucchero sanguigno. Questi cibi hanno anche un più alto contenuto di fibre e proteine. Ad esempio è possibile sostituire il riso raffinato con quello integrale o la quinoa.
Scegliere ceci, lenticchie o fagioli neri invece delle patate.
Valutare di mangiare delle noccioline invece di un bretzel come merenda; è meglio mangiare delle proteine o una combinazione di proteine e vegetali invece che un cibo a base di carboidrati da solo.
Tenere attentamente conto del contenuto di zucchero indicato sull’etichetta di un cibo.
Evitare cibi ricchi di zucchero come torte, biscotti, dolci, gelati, budini, bibite frizzanti, tè zuccherati e succhi.
Tenere un diario che registri le misurazioni di zuccheri nel sangue insieme ai sintomi che si provano.
Parlare con il proprio dietologo di un piano alimentare adatto.

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