L’importanza dei cambiamenti di peso

 In Benessere Alimentare, Dieta, Nutrizione Clinica

Perché i medici pesano i pazienti? Non appena si inizia a studiare medicina viene insegnato che il peso corporeo è un importante indicatore di salute.
Anche se si può discutere dell’importanza di una singola misurazione in un determinato momento, soprattutto negli adulti, non si può negare che le fluttuazioni del peso, in positivo o in negativo, possono fornire informazioni cliniche importanti se non vitali.
Iniziamo con la più semplice e meno discutibile delle situazioni, la perdita di peso non intenzionale.

Calo o aumento di peso non intenzionale

Tra tutti i parametri clinici misurabili, forse nessuno dovrebbe essere preoccupante quanto il calo ponderale di qualcuno che non lo sta attivamente ricercando. In quasi ogni caso di perdita di peso non intenzionale bisogna ricercare il problema, e spesso la diagnosi è seria (il cancro è solo una delle possibilità). Come per ogni condizione grave, prima si riconosce prima è possibile intervenire, perciò più di frequente si pesa qualcuno, più verosimilmente si individuerà in tempo la perdita di peso non volontaria.
La situazione opposta (accumulo di peso non intenzionale) è altrettanto importante. Quando qualcuno ingrassa senza motivo c’è bisogno di ricercare la causa del processo che può essere qualunque cosa, da un problema endocrino ad un’insufficienza cardiaca.
D’altra parte, un peso stabile è generalmente sinonimo di una situazione sotto controllo, come dovrebbe essere quando l’omeostasi energetica funziona bene e le persone sono in equilibrio energetico.
In nefrologia il peso viene usato per monitorare lo stato dei fluidi, e la stessa tecnica viene usata per i pazienti con insufficienze cardiache.
Come è chiaro dagli esempi riportati, una singola misurazione dice poco o niente sullo stato di salute di una persona, mentre i cambiamenti di peso inspiegati sono uno dei segnali clinici più utili.
Ovviamente, per tener traccia di un percorso, bisogna iniziare da qualche parte: ogni paziente deve avere un peso di partenza registrato in qualche momento nella sua cartella clinica.
Questo dato può non essere importante, ma quelli successivi sì.
Per tale motivo ogni paziente deve essere pesato almeno una volta in un contesto clinico.

Cambiamenti di peso e obesità

Come si può immaginare, il contesto e l’interpretazione delle misurazioni del peso seriali diventano cruciali quando si tratta l’obesità.
Ad esempio, non c’è sfida più grande dell’individuare la perdita di peso non volontaria in qualcuno che sta cercando di dimagrire attivamente. Quando improvvisamente una strategia dimagrante che stava dando risultati modesti inizia a funzionare, oppure se va meglio del previsto, dovrebbe suonare un campanello d’allarme.
Inoltre bisogna tener d’occhio i pazienti che riscontrano risultati migliori delle aspettative, anche dopo un intervento bariatrico: ci vuole un occhio clinico per monitorare una perdita di peso “troppo buona per essere vera”, anche se il paziente può essere felice di dimagrire così velocemente.
Inoltre, nella gestione dell’obesità, la stabilità del peso è un importante indicatore clinico. In qualcuno al picco del suo peso, fa capire che non se ne sta attivamente accumulando altro, ovvero che il soggetto è in equilibrio calorico –bisogna ricordare che il primo segno di successo nel trattamento dell’obesità è il momento in cui il paziente smette di prendere peso.
In un ex obeso, la stabilità ponderale indica che gli sforzi del paziente stanno continuando, mentre il riaccumulo vuol dire che deve impegnarsi di più o in modo diverso, oppure che un evento della vita della persona sta sabotando gli sforzi e deve essere individuato e trattato adeguatamente (ad esempio la perdita del lavoro, depressione, nuovi medicinali). Anche qui, prima ci sia accorge di una ricaduta, prima è possibile intervenire.
Infine, un paziente obeso ricoverato in clinica che continua a prendere peso ha sicuramente un problema non ancora ben identificato e trattato. In altre parole la malattia non è sotto controllo e continua a progredire. Pertanto, i pazienti devono rendersi conto che rifiutarsi di essere pesati, solitamente per vergogna e imbarazzo, impedisce al loro terapeuta di ottenere informazioni importanti se non vitali sul loro stato di salute e di intervenire di conseguenza.

Questo non vuol dire che le persone non possano essere in salute anche con pesi e forme diverse, né che il trattamento dell’obesità debba essere incentrato esclusivamente sulla misurazione del peso.
Tener traccia del peso corporeo dovrebbe perdere la connotazione di giudizio e diventare più simile alla misurazione della febbre in un paziente con un’infezione: tutto sta nel contesto e nell’interpretazione dei dati.

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