Il ritmo circadiano

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Il mantenimento del ritmo circadiano endogeno garantisce la corretta attività di geni coinvolti nel metabolismo.

Importanti aspetti dell’omeostasi energetica e del comportamento alimentare sono scanditi da ritmi circadiani endogeni. Lo stravolgimento cronico dei questi ritmi può provocare l’insorgenza di disordini metabolici ed è potenzialmente implicato nello sviluppo dell’obesità.

La correzione di alcuni comportamenti alimentari scorretti, come ad esempio il ripristino della regolarità dei pasti secondo il ciclo luce giorno, permette invece di sincronizzare nuovamente gli “orologi biologici”, garantendo miglioramento di situazioni subcliniche o patologiche conclamate.

La regolarità di numerosi circuiti fisiologici e del metabolismo glucidico e lipidico dipende, in parte, dall’attività di geni la cui espressione “oscilla” periodicamente durante le 24 ore, per questo definiti “geni orologio”. I ricercatori della Hebrew University of Jerusalem hanno impiegato il modello animale per dimostrare che la regolarità dei pasti permette di attenuare gli effetti negativi dell’obesità, in questo caso indotta dalla dieta. Questo risultato era evidenziato dal ritorno ad una situazione di normale espressione genica e della produzione di fattori metabolici chiave.

I ricercatori hanno potuto osservare che gli animali sottoposti ad un regime alimentare temporalmente controllato presentavano un’espressione corretta di numerosi geni oscillatori. Questo, invece, non accedeva negli animali lasciati alimentarsi liberamente. Tra i geni in questione vi erano importanti fattori di trascrizione che intervengono nel controllo della periodicità circadiana come Clock, Cry1, Per1, Per2, Cry2, Bmal1, Rorα e Rev-erbα. Quest’ultimo è un recettore nucleare espresso ad alti livelli nel fegato, muscolo scheletrico, tessuto adiposo e cervello, dove partecipa al controllo delle attività circadiane dei tessuti.

Sorprendentemente, gli autori hanno notato che, nonostante gli animali controllati consumassero le stesse calorie di un gruppo di animali lasciati alimentarsi ad libitum con cibo magro, i primi presentavano un peso corporeo 12% inferiore ai secondi, livelli di colesterolo 21% inferiori e una sensibilità all’insulina 1,4 superiore. Se confrontati con animali nutriti ad libitum con una dieta grassa, gli animali controllati presentavano un peso corporeo, addirittura, del 18% inferiore, il 30% di colesterolo in meno, livelli del marker infiammatorio TNF-α del 10% inferiori ed una sensibilità all’insulina 3,7 migliore.

Infine, con sorpresa dei ricercatori, l’alimentazione controllata grassa, favoriva il raggiungimento della sazietà e la riduzione dello stress, come suggerito dalla presenza di livelli di grelina e corticosterone rispettivamente del 25% e 53% inferiori rispetto agli animali destinati a un’alimentazione controllata magra.

Questi risultati suggeriscono come, semplicemente adottando un comportamento alimentare regolare e senza necessariamente abolire i grassi alimentari, sia possibile correggere e prevenire gli effetti devastanti dello stravolgimento dei ritmi circadiani endogeni.

Fonte:Sherman H, Genzer Y, Cohen R et al. Timed high-fat diet resets circadian metabolism and prevents obesity. FASEB J. 2012

 

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