I sostitutivi del pasto funzionano?

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Barrette, frullati, beveroni dietetici fanno dimagrire, ma vanno usati sotto controllo medico.

In commercio se ne trovano ormai per tutti i gusti: barrette, frullati, beveroni vari che sostituiscono un pasto intero. Comodi, adatti senza dubbio all’era del fast food, ma soprattutto utili per dimagrire, almeno nei proclami pubblicitari. Ora uno studio uscito sul Journal of the American Dietetic Association spiega che sì, fanno perdere peso e pure velocemente, ma devono essere presi sotto controllo medico.

La ricerca arriva dall’università del Kentucky, dove alcuni medici hanno messo alla prova due diversi regimi dietetici a base di sostitutivi del pasto su un gruppo di obesi: in un caso tutto il cibo era rimpiazzato da barrette, frullati e “stuzzichini” già pronti e dai nutrienti controllati; nell’altro i pazienti potevano mangiare anche frutta e verdura (cinque porzioni al giorno raccomandate). In entrambi i casi quindi la dieta era molto stretta, ed è durata poco meno di 5 mesi: alla fine, i pazienti del primo gruppo avevano perso 19 chili, pari al 16.4 per cento del peso corporeo, mentre gli obesi nel gruppo più permissivo (si fa per dire) erano dimagriti di 17 chili, ovvero del 15.8 per cento rispetto al loro peso iniziale. Efficace, quasi troppo, visto che come ricorda il coordinatore della ricerca, James Anderson, «il “gold standard” nelle diete è la perdita del 5-10 per cento del peso iniziale: da qui in poi già si vedono effetti sulla salute generale». Funziona, insomma. «Per forza – osserva Andrea Ghiselli, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) –. Il regime è restrittivo, c’è da chiedersi quanto a lungo sia possibile seguirlo. Quella riferita è una dieta che può essere fatta solo in contesti particolari: al di fuori di ricoveri o sperimentazioni, è difficile che la gente mangi di buon grado solo prodotti sostitutivi o scelga pasti pronti, assemblati nella giusta quantità e qualità di nutrienti, senza introdurre altro».

Un po’ improbabile quindi (oltre che forse eccessivo, a parte casi specifici) affidarsi solo a barrette e frullati: gli americani giurano che i pazienti coinvolti erano soddisfatti e non cercavano altro, ma il dubbio che a forza di inghiottire solo pasti “finti” uno poi sogni cotolette e meringhe viene. «Tra l’altro la sensazione di sazietà dipende anche dalla gratificazione sensoriale: con cibi poco saporiti o che non danno la sensazione di aver davvero fatto un pasto il pericolo di andare fuori controllo e mangiarne di più è concreto», dice Ghiselli. Insomma, nella vita vera non è proprio facile nutrirsi come i partecipanti alla sperimentazione d’oltreoceano, a meno di avere una volontà di ferro.

Tra l’altro i ricercatori statunitensi sottolineano che sempre, quando si ricorre a sostitutivi del pasto nell’ambito di una dieta, occorrerebbe essere sotto controllo medico. «Il fai da te è pericoloso con qualsiasi dieta, e ovviamente anche con i sostitutivi del pasto – conferma Ghiselli –. In questo caso c’è qualche rischio in più perché da soli è difficile sapere quale prodotto scegliere o quale serve a seconda della propria condizione personale».«Ma il vero pericolo è un altro – continua l’esperto –. S

iamo tutti pigri, l’idea di ricorrere al pasto “in bustina” piace ed è comoda, ma si può finire per mangiare sempre meno credendo con questo di aver risolto il problema: in effetti l’ago della bilancia scende, perché qualsiasi regime alimentare che dia un taglio alle calorie fa dimagrire. Ma se la dieta non è bilanciata e soprattutto non si fa attività fisica è tutto inutile: appena abbandoniamo barrette o pasti ipocalorici e torniamo a mangiare normalmente, i chili tornano».

E c’è anche un altro pericolo: pensare che un pasto possa risolversi sempre con una barretta o un frullato non è certo un granché dal punto di vista dell’educazione alimentare. Meglio insomma imparare a mangiare sano e affidarsi a un regime dietetico equilibrato, ipocalorico ma adeguato alla perdita di peso necessaria, ricorrendo ai sostitutivi di tanto in tanto.

 (Dal “Corriere Salute”)
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