I grassi trans

 In Vario

I grassi alimentari si dividono in diverse categorie tra cui c’è ancora molta confusione:

  • I grassi saturi includono la maggioranza dei grassi di origine animale, ma anche alcuni di origine vegetale (palma e cocco). Rappresentano un importante fattore di rischio cardiovascolare.
  • I grassi monoinsaturi e polinsaturi sono contenuti negli oli vegetali, nella frutta secca oleosa, nei legumi, nelle alghe e nel pesce azzurro, e risultano benefici per l’organismo
  • I grassi trans derivano dalla lavorazione industriale di grassi saturi economici tramite idrogenatura, per aumentarne il tempo di conservazione, la palatabilità e la spalmabilità.

I grassi trans risultano dannosi per la salute perchè aumentano il livello di colesterolo “cattivo” LDL a discapito di quello buono, aumentando il rischio cardiovascolare (ictus, trombosi, aterosclerosi) e svolgendo un’azione pro-infiammatoria: secondo le linee guida dell’OMS le calorie derivate da grassi trans non dovrebbero superare l’1%, in quanto il rischio cardiovascolare aumenta del 28% e quello di morte precoce del 20% in caso di consumo eccessivo. Dallo stesso organismo è arrivato un invito ai ministeri della salute nazionali a bandire del tutto i grassi trans dal commercio.
Secondo le normative europee i produttori sono tenuti a indicare sull’etichetta la totale o parziale idrogenatura dei loro cibi: quella parziale, a dispetto del nome, produce ancora più grassi trans di quella totale, quindi è da evitare con ancora più attenzione.
L’assenza di grassi trans non è comunque indicativa della salubrità di un prodotto, che può contenere altri ingredienti dannosi per la salute.

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