I dolcificanti

 In Benessere Alimentare

Nell’industria alimentare moderna viene utilizzata una grande quantità di sostanze dolcificanti alternative al saccarosio, sia di origine naturale che sintetizzate artificialmente.

I dolcificanti naturali si estraggono da frutta e verdura (principalmente dall’amido di mais), hanno un potere dolcificante leggermente più basso di quello dello zucchero e contengono all’incirca metà delle sue calorie. I più comuni sono il sorbitolo, il mannitolo e lo xilitolo, e donano ai cibi una sensazione rinfrescante ed una consistenza gommosa (tant’è che vengono spesso utilizzati per le gomme da masticare). Superare le dosi quotidiane consigliate (20g per gli adulti e 10 per i bambini) può provocare flatulenza, dissenteria e dolori addominali.
I dolcificanti artificiali, invece, vengono sintetizzati in laboratorio e hanno un altissimo potere dolcificante (fino a 500 volte superiore a quello del saccarosio) associato ad un contenuto calorico nullo. I più famosi sono l’aspartame, l’acesulfame, la saccarina, i ciclammati e il sucralosio. Per ciascuno di essi è fissata una dose giornaliera massima in relazione al peso corporeo del consumatore, riportata nella tabella sottostante, insieme al confronto con lo zucchero di potere dolcificante e contenuto calorico.

Dolcificante Potere dolcificante Quantità necessaria per sostituire 6g di zucchero (un cucchiaino) Kcal Dose giornaliera massima (mg/kg di peso corporeo)
Saccarosio 1 24
Fruttosio 1,5 4g 16
Dolcificanti artificiali
Ciclamato 30 0,2g 0 7
Aspartame 180 0,03g 0 40
Acesulfame 200 0,03g 0 9
Saccarina 300-500 0,01-0,02g 0 5
Sucralosio 600 0 15
Dolcificanti naturali
Sorbitolo 0,7 8,6g 21
Mannitolo 0,5 12g 29
Maltitolo 0,75 8g 19
Xilitolo 0,9 6,6g 16
Isomalto 0,6 10g 24

 

Prospettive controverse sui dolcificanti
La dose giornaliera consigliata dei dolcificanti artificiali viene stabilita in seguito a rigidi controlli di sicurezza da parte delle autorità in materia di ciascun paese consumatore (l’EFSA per l’Europa). Solo recentemente, infatti, è stata stabilita l’innocuità di queste sostanze, precedentemente oggetto di pregiudizi e accuse infondate, in particolare per quanto riguarda l’aspartame e la sua presunta cancerogenicità. Studi condotti negli anni ’70 su animali di laboratorio avevano sottolineato infatti la correlazione tra questo dolcificante e alcuni tipi di tumore, ma è stato dimostrato che la stessa correlazione non sussiste per gli esseri umani, e l’aspartame è stato dichiarato sicuro entro le dosi consigliate. Periodicamente si diffondono nuove leggende metropolitane sull’aspartame (non ultima quella secondo cui provocherebbe la sclerosi multipla), ma basta fare riferimento agli standard europei per assicurarsi della sicurezza per la salute di questo additivo.
Naturalmente non bisogna esagerare nemmeno nell’attribuzione di vantaggi e lati positivi: nonostante sembri che i dolcificanti possano aiutare a mantenere una corretta igiene dentale e a tenere il peso corporeo sotto controllo, questo non autorizza un loro uso sconsiderato ed in sostituzione di una dieta sana e equilibrata.
Bisogna però ammettere che, a differenza del saccarosio, non rischiano di fermentare nella bocca e demineralizzare i denti provocando carie, anzi possono venir utilizzati per migliorare il sapore di dentifrici e collutori incoraggiando così una miglior igiene dentale.
Inoltre i cibi dolcificati con edulcoranti artificiali non aumentano l’indice glicidico del sangue, rendendosi così consumabili anche per le persone affette da diabete, che possono quindi usufruire di una più ampia gamma di alimenti. Anche chi è a dieta può evitare di rinunciare al dolce attraverso l’uso di dolcificanti ipocalorici, rendendosi più facile seguire il regime alimentare.
Bisogna però tener conto del fatto che il sovrappeso non è causato dallo zucchero in sé, ma da un eccesso di calorie introdotte a fronte di un mancato consumo: sostituire il saccarosio con i dolcificanti è quindi inutile se non si riduce l’intake calorico complessivo alimentandosi in modo equilibrato e non ci si abitua ad una regolare attività fisica che permetta di bruciare le calorie finora accumulate sotto forma di grasso.

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