Gonfiori, vene e cellulite: come mantenere in salute le gambe d’estate

Gonfiore e pesantezza delle gambe, comparsa di vene reticolari e telangiectasie sono tutti sintomi che si ripresentano d’estate e che non vanno sottovalutati.

Gonfiori, vene e cellulite: Mesoterapia e Biostimolazione per un’estate più piacevole

Oggi è possibile utilizzare vari strumenti come radiofrequenza, laser, carbossiterapia e mesoterapia a diversi livelli: a livello cutaneo per migliorare la texture della pelle e ridurre un eventuale foto-danneggiamento.

  • A livello tissutale sottocutaneo per ridurre la lassità e le adiposità localizzate;
  • A livello venoso per contrastare problemi derivanti da vasodilatazione: con l’innalzarsi delle temperature il sistema venoso degli arti inferiori può andare incontro a problemi, quali vasodilatazioni importanti, telangiectasie, vene reticolari, fino ad arrivare alle vene varicose.

Gonfiori, vene e cellulite: la Malattia Venosa Cronica e l’estate

Dolore, gonfiore e crampi notturni possono essere i primi sintomi legati alla Malattia Venosa Cronica (MVC), patologia che coinvolge il sistema circolatorio e che peggiora se non trattata fin dalle prime avvisaglie. Questa malattia si verifica quando le vene delle gambe non funzionano più in modo corretto e hanno difficoltà a far defluire il sangue dalla periferia del corpo al cuore perdendo elasticità.

Questa patologia, la terza più diffusa, dopo allergie e ipertensione, colpisce 19 milioni di italiani: dal 10 al 50% degli uomini e oltre la metà delle donne (dal 50 al 55%). Solo una persona su tre, però, sa di essere malata e segue una corretta terapia farmacologica. Dolore, gonfiore, bruciore alle gambe e crampi notturni possono essere i primi sintomi legati alla Malattia Venosa Cronica.

Gonfiori, vene e cellulite: per l’estate, è meglio prevenire

Per prevenire il peggioramento della Malattia Venosa Cronica si suggerisce di praticare attività fisica, indossare calze elastiche, evitare l’esposizione al calore eccessivo, limitare l’utilizzo di tacchi alti e ricorrere all’uso di farmaci con evidenze cliniche riconosciute dalle linee guida.

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