FOS e inulina

FOS è un acronimo che sempre più spesso compare tra gli ingredienti di alimenti ed integratori: fa riferimento ai Frutto-Oligo-Saccaridi, fibre solubili formate da catene lunghe di fruttosio, di cui l’inulina è l’esponente più noto e studiato.
Sono naturalmente presenti in molti vegetali, soprattutto nelle radici di cicoria e topinambur, cipolle, aglio, carciofi, porri, asparagi, banane e tartufo bianco, e sono in commercio alcuni prodotti addizionati di inulina, come la pasta integrale. L’industria usa i FOS principalmente come dolcificanti privi di calorie, ma la loro reale importanza sta nei benefici che possono apportare all’organismo: si tratta infatti di prebiotici, ovvero sostanze in grado di favorire la salute e l’eubiosi della flora intestinale, influenzando così lo stato di benessere generale.
I FOS arrivano infatti all’intestino senza essere digeriti, e possono aiutare i batteri intestinali a contrastare le condizioni che portano a stipsi, disordini gastrointestinali, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, infezioni intestinali. Migliorano inoltre l’assorbimento di calcio, ferro e magnesio, aiutando a prevenire l’osteoporosi. Ci sono possibilità, non ancora verificate, che inulina e FOS abbiano un’azione protettiva contro i tumori al colon-retto.

Anche i pazienti diabetici possono beneficiare delle proprietà dei FOS, che migliorano glicemia e i profili lipidici e immunologici. Sono però ancora necessari degli accertamenti per poterli inserire nei trattamenti terapeutici contro questa patologia.
Questi zuccheri sono invece sconsigliati a chi soffre di Sindrome dell’Intestino Irritabile e a chi soffre di disturbi che prevedono una maggiore sensibilità alle fibre.
Salvo casi particolari non sono necessari integratori a base di inulina, perchè si trova in quantità sufficienti in una dieta sana ed equilibrata con le corrette quantità di frutta e verdura. In ogni caso sono da evitare le integrazioni “fai da te” e bisogna sempre affidarsi ad una supervisione specialistica, perchè dosi eccessive possono provocare gonfiori e disturbi intestinali.

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