Emozioni negative e sviluppo di disturbi dell’alimentazione

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Quando l’insorgere di emozioni negative legate all’alimentazione degenera, c’è il rischio di sviluppare seri disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia nervosa e la bulimia.

Nel primo caso si praticano digiuni estremi, attività fisica in eccesso e comportamenti eliminatori, come vomito autoindotto o assunzione di lassativi, mentre nel secondo si perde il controllo sulla quantità di cibo ingerito.
Entrambe le patologie possono causare gravi danni a tutto l’organismo, come sovrappeso o, al contrario, malnutrizione, carenze alimentari, consunzione dello smalto dei denti, perdita dei capelli e problemi alla pelle, ed in entrambe è forte la componente psicologica che fa da contorno, prime tra tutte un’immagine di sé negativa e sfalsata che porta a desiderare di dimagrire quando magari non ce n’è un vero bisogno e il senso di colpa che invece spinge a rigettare il cibo ingerito.

La componente emotiva e psicologica di queste patologie può però risultare anche un precoce campanello di allarme che permette di individuarle ed intervenire in tempo, prima che si trasformino in disturbi cronici troppo difficili da sradicare, e rende i sintomi individuabili anche a medici non specialisti, categoria che ha sempre avuto difficoltà in questo tipo di diagnosi, a causa della natura sfuggevole e caratterizzata da negazione di tali malattie, e della scarsa esperienza nel campo, soprattutto con fasce di pazienti solitamente non a rischio.

Naturalmente le categorie a rischio, nello specifico adolescenti e donne con BMI troppo basso o troppo alto, sono quelle da esaminare per prime e con maggior attenzione, in particolar modo se una persona vicina (parenti, amici, insegnanti) dimostra preoccupazione. Un abbassamento del tono dell’umore, un ritmo sonno-veglia sregolato e conseguente senso di stanchezza, ansia di ingrassare, un’attenzione eccessiva alla propria forma fisica, domande sulle conseguenze dei comportamenti eliminatori e simili possono essere segnali di allarme per un caso in germe di anoressia o bulimia nervosa. Se questi comportamenti sono presenti, è consigliabile analizzare anche eventuali sintomi fisici che si siano già presentati o possano essere sul punto di farlo, come perdita di peso eccessivamente veloce, dolori addominali, indebolimento di unghie e capelli e amenorrea.

Oltre ad indirizzare il paziente verso esami specifici ed eventualmente verso le cure di un’equipe multidisciplinare di specialisti del settore (psicologi, nutrizionisti, ginecologi…), è possibile iniziare ad offrire un supporto psicologico mostrandosi empatici e comprensivi e astenendosi dal giudizio che troppo spesso caratterizza chi si relaziona con pazienti affetti da disturbi dell’alimentazione e che rischia di peggiorarne le condizioni o di spingerli a rifiutare aiuto e supporto medici.

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