E io non mi arrendo!

 In Benessere Alimentare, News

Se mangio “troppo” sono un fallimento? “Ho di nuovo esagerato! mi sono finita il pacco dei biscotti e non me ne sono neanche accorta! Sono un disastro, non ho forza di volontà, mi sento orrenda, non ce la faccio più!”.

Chi si riconosce in queste affermazioni?

Colui che si riconosce allora sa di cosa sto parlando: delle recriminazioni e del senso di colpa che ci assalgono dopo aver ceduto alla fame emotiva. Pensateci un attimo però: noi non percepiamo sbagliato solo il comportamento alimentare ma è il senso di colpa e di fallimento che mortifica la nostra persona. Fare qualcosa che riteniamo “brutto” ci fa sentire in automatico delle “brutte” persone, come se tutto il nostro valore si riducesse a quei venti biscotti con cui abbiamo trasgredito la dieta.

È di questo senso di colpa che voglio parlare…di quella trappola mentale mediante la quale cerchiamo quotidianamente di spiegare a noi stessi il senso delle cose che ci accadono, compresi i nostri comportamenti ritenendo responsabile qualcuno o qualcosa di quanto ci accade.

Sostanzialmente come dire che il nostro non riuscire a seguire un’alimentazione equilibrata è dovuto ad una caratteristica che percepiamo instabile nella nostra personalità: il non avere forza di volontà.

Questa componente svalutante è tipica della vergogna, un’emozione piuttosto sgradevole che ci blocca senza lasciarci altre possibilità e spesso potenzia la nostra sensazione di incapacità.

Così nascono pericolosi circoli viziosi, dove più si mangia e più ci si vergogna di noi stessi alimentando una sensazione di fallimento perpetuo che distrugge ogni possibilità di riscatto e vittoria.

È qui che voglio arrivare con voi!! Voglio che chi soffre in questo modo si distanzi dall’esperienza negativa imparando a guardarsi “da fuori”, identificandosi con un benevolo osservatore esterno: vedremo che la nostra gradevolezza e il nostro valore personale non dipendono da quella manciata di biscotti!

Vedremo che possiamo scegliere…possiamo scegliere la nostra felicità; vedremo che la felicità non ce la da solo esclusivamente il cibo, la scatola di biscotti o la vaschetta di gelato ma ce la dà la consapevolezza di avere quella possibilità, che hanno tutti, di essere felici di guardarci fieri allo specchio senza più macchie di cibo e di briciole su un vestito appena indossato. Laura

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