Disturbi non altrimenti specificati

 In Dieta

I “disturbi non altrimenti specificati(EDNOS o Eating Disorders Not Oyherwise Specified nella terminologia inglese) sono una categoria diagnostica che si colloca nella fluttuazione della sintomatologia clinica dei disturbi alimentari riconosciuti, ovvero include sintomi simili a quelli di patologie come l’anoressia o la bulimia senza però incontrare tutti i requisiti che la possano definire come una di queste. Questa categoria comprende quindi sia versioni di gravità inferiore dei disturbi più conosciuti (definite anche sindromi parziali o disturbi sotto soglia), sia una serie di disturbi ancora non completamente definiti e delineati.

Tra le anoressie sotto soglia si colloca un quadro clinico caratterizzato non da un disturbo dell’immagine corporea ma da una difficoltà a mangiare causata da difficoltà digestive. Le persone che ne soffrono affermano che vorrebbero mangiare ed aumentare di peso, ma non riescono perché, non appena introducono del cibo, compaiono sintomi dolorosi nel tratto gastrointestinale e una fastidiosa sensazione di “avere la pancia gonfia”.

Nella categoria dei disturbi non altrimenti specificati o atipici rientra, tra gli altri, la sindrome “mastica e sputa” (chewing and spitting): i soggetti affetti da questo disturbo ingeriscono e masticano grandi quantità di cibo che però non viene deglutito. Spesso questo disturbo è accompagnato da un forte senso di colpa e vergogna che portano il paziente a non comunicare al medico curante l’abitudine scorretta.

Un altro comportamento che rientra in questa categoria è quello della “dieta cronica” (dieting), per cui il soggetto effettua un controllo esasperato del peso e della propria dieta, provando sentimenti di angoscia ogni volta che questi fattori variano. Le persone affette da questo disturbo indirizzano la propria vita verso la propria forma fisica e si fanno condizionare dalla dieta che seguono fino a influenzare negativamente le proprie relazioni sociali.

Il “Binge Eating Disorder” (BED) o “disturbo da alimentazione incontrollata”, per quanto in parte ancora considerato un EDNOS, sta sempre più assumendo le caratteristiche di un quadro clinico ben definito ed autonomo. Viene attualmente collocato in una posizione intermedia tra la Bulimia Nervosa e l’obesità senza episodi di iperalimentazione incontrollata. Nei pazienti affetti da questo disturbo le abbuffate non vengono accompagnate da strategie compensatorie per eliminare il cibo in eccesso come nel caso della bulimia, ma il problema principale sembra consistere in una difficoltà a controllare l’impulso ad alimentarsi.

Se è vero che il BED è correlato all’insorgenza dell’obesità, tale caratteristica non è necessaria per la diagnosi del disturbo. Il BED è presente nel 30% circa dei casi di soggetti obesi che richiedono una cura per la loro situazione e nel 2-3% di tutti i soggetti obesi. È stato inoltre documentato che la presenza del BED è più elevata con il crescere del BMI: nello specifico, nei soggetti con valori superiori a 40 è quasi sempre presente.

La difficoltà ad inquadrare questa situazione è legata alla definizione di abbuffata e ai fattori che possono favorirne la persistenza: in particolare, l’abbuffata è accompagnata dalla sensazione di perdita di controllo, dal senso di colpa e dai pensieri negativi che la accompagnano, causati molto spesso dal quadro piscologico generale del paziente già problematico e caratterizzato dalla depressione (presente in circa l’80% degli obesi), dall’insoddisfazione corporea e da un comportamento alimentare variamente disturbato

Criteri diagnostici per i Disturbi del Comportamento Alimentare Non Altrimenti Specificati.

Secondo la quarta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, alcuni esempi di mancata realizzazione di tutti i criteri clinici per la diagnosi di un disturbo alimentare definito, e quindi di presenza di un EDNOS, possono essere:

  1. Per il sesso femminile, la soddisfazione di tutti i criteri dell’anoressia nervosa pur in presenza di un ciclo mestruale regolare.
  2. La soddisfazione di tutti i criteri dell’anoressia nervosa compresa una significativa perdita di peso, che però risulta ancora nei limiti della norma.
  3. La soddisfazione di tutti i criteri della bulimia nervosa, tranne la frequenza di abbuffate e condotte compensatorie, inferiore a 2 episodi per settimana per 3 mesi.
  4. Attuazione regolare di inappropriate condotte compensatorie dopo aver ingerito piccole quantità di cibo da parte di un soggetto normopeso (per esempio induzione del vomito dopo aver mangiato due biscotti).
  5. Ripetuti episodi in cui il soggetto mastica e sputa, senza deglutire, grandi quantità di cibo.

Complicazioni di tipo medico

Generalmente le abbuffate in questo tipo di disturbo sono meno esasperate di quelle che si ritrovano nella bulimia e non vi sono i comportamenti purgativi. Le complicanze sono legate pertanto all’aumento significativo del peso corporeo cui questi soggetti vanno incontro e sono quelle tipiche dell’obesità.

  • Il diabete si riscontra in misura tre volte maggiore nelle persone obese rispetto a quelle normopeso; il rischio è superiore quando esiste una familiarità positiva per diabete.
  • L’ipercolesterolemia aumenta il rischio di riscontrare problemi cardiovascolari. Sembra che l’obesità sia correlata ad un aumento del colesterolo nel sangue fino a 40-50 anni, mentre non appaiono differenze significative con i soggetti normopeso per il periodi successivi.
  • L’ipertensione arteriosa è presente in circa il 35-45% degli obesi, percentuale più che doppia rispetto alla popolazione generale. I rischi correlati sono rappresentati dall’infarto al miocardio, dall’ictus e dalle malattie renali.
  • La malattia coronarica (infarto) rappresenta la principale causa di morte in Italia ed è dovuta alla riduzione del flusso sanguigno nelle coronarie causata dall’accumulo di materiale lipidico.
  • Le alterazioni della funzione respiratoria si verificano più frequentemente negli uomini, in particolar modo quando il peso eccede del 50% il peso ideale e il grasso è presente soprattutto a livello addominale (obesità viscerale). Le conseguenze sono rappresentate dalle apnee notturne e da colpi di sonno durante il giorno, quadro che comporta un aumentato rischio di morte improvvisa.
  • L’obesità comporta un rischio maggiore di mortalità per tumori. Si ritiene che un eccesso di peso del 40% rispetto al peso ideale comporti un aumento del rischio del 33% negli uomini (stomaco, colon, retto, pancreas) e del 55% nelle donne (colecisti e vie biliari, seno, utero e ovaie).

Infine è da considerare che l’aspettativa e la qualità della vita delle persone obese è generalmente fortemente compromessa. Un miglioramento consistente delle proprie condizioni di salute è già ottenibile con una modesta riduzione di peso, pari al 10% dello stesso.

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