I disturbi del sonno

Dormire bene e per un numero sufficiente di ore è importante ad ogni età ma in particolar modo dopo i 45 anni, quando iniziano a manifestarsi i primi disturbi che coinvolgono la sfera relazionale.
I problemi legati al sonno sono svariati e molto diffusi, oltre che in costante aumento. Gli esperti parlano di stanchezza cronica generalizzata: in media dormiamo due ore in meno di quanto sarebbe necessario, complici gli apparecchi elettronici che ritardano e rendono difficoltoso il riposo notturno.Squilibri nel ritmo sonno-veglia comportano disfunzioni nel bilanciamento delle energie psico-fisiche e nelle attività mnemoniche e cognitive.
Un sonno disturbato non implica solo l’insonnia, cioè la difficoltà ad addormentarsi, ma anche risvegli frequenti, sonno agitato, sveglia precoce o eccessiva sonnolenza diurna. I disturbi del riposo si dividono in dissonnie (insonnia, ipersonnia, narcolessia) e parasonnie, cioè:

  • disturbo da incubi, frequente nella fase di sonno profondo, e caratterizzato da incubi tali da provocare il risveglio. Spesso è accompagnato da sudorazione, tachicardia, ansia
  • terrore nel sonno, frequente nella prima parte del sonno e tra i bambini, è rappresentato da un vero e proprio stato di panico da cui non si riesce ad uscire per alcuni minuti. A differenza del disturbo da incubi la paura non avviene in stato cosciente ma in simil dormiveglia e non si hanno ricordi onirici precisi
  • sonnambulismo, la parasonnia più celebre, consiste nel compiere determinate azioni mentre si sta ancora dormendo. Il parlare nel sonno si definisce invece sonniloquio. Gli episodi di sonnambulismo sono frequenti tra i bambini e gli adolescenti e diminuiscono negli adulti
  • sindrome da gambe senza riposo, caratterizzata da un’irrequietezza agli arti inferiori (formicolio, scosse, fastidio). Questo disturbo è di origine genetica ma può essere peggiorato da carenze di ferro e magnesio
  • bruxismo, ovvero la tendenza a digrignare i denti durante il sonno, provoca l’erosione dello smalto dentale, una maggior sensibilità a caldo e freddo e problemi di occlusione, oltre che dolori alla mascella ed emicranie. Per contrastare i danni da bruxismo, per cui lo stress gioca un ruolo determinante, vengono spesso usati dei bite notturni
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