Dispepsia: cause e rimedi per la cattiva digestione

La dispepsia, più comunemente nota come cattiva digestione, è un disturbo frequente del tratto gastrointestinale che, senza avere associazioni con altre patologie, presenta uno o più dei seguenti sintomi:

  • sensazione di sazietà precoce, avvertita non appena si inizia il pasto a prescindere da cosa e quanto si mangia
  • pienezza postprandiale fastidiosa e prolungata
  • dolore epigastrico
  • bruciore di stomaco

Questi sintomi, per quanto comuni, non sono da sottovalutare in quanto potrebbero anche indicare patologie più gravi come gastrite cronica, ulcera gastrica o duodenale.

La dispepsia funzionale

Se invece la cattiva digestione non è associata ad un’altra problematica si parla di dispepsia funzionale, di cui sono individuabili due casi:

  1. sindrome da stress post-prandiale, correlata all’assunzione di cibo e caratterizzata dalla sensazione di pienezza
  2. sindrome del dolore epigastrico, non correlata all’assunzione di cibo e caratterizzata da dolore e bruciore allo stomaco

Queste due forme sono talvolta sovrapposte e coesistenti, e gli stessi sintomi possono variare in intensità e frequenza (fino a diventare cronici) o per causa scatenante, che spaziano dalle componenti genetiche, a quelle psicosomatiche, a quelle legate allo stile di vita e all’alimentazione.

10 Consigli per ridurre la cattiva digestione

Su questi ultimi due fattori possiamo intervenire grazie a qualche accorgimento, in modo da ridurre l’incidenza di questo fastidioso disturbo:

  1. mangiare lentamente, masticando con attenzione ogni boccone per circa 30-40 volte, per evitare di ingerire aria insieme agli alimenti, rendendo più difficile la digestione
  2. evitare pasti abbondanti e cibi pesanti come quelli fritti, grassi o troppo speziati
  3. ridurre l’alcol, che contrariamente a quanto si crede ostacola la digestione invece di aiutarla
  4. non fumare, perchè la nicotina altera l’equilibrio degli acidi gastrici aumentandone la produzione e causando bruciore di stomaco
  5. evitare i farmaci antinfiammatori non steroidei o assumere un protettore gastrico se prescritti dal medico
  6. utilizzare, esclusivamente sotto consiglio medico, farmaci procinetici
  7. praticare regolare attività fisica, che stimola la peristalsi, cioè l’insieme di movimenti di contrazione degli organi interni, tra cui quelli coinvolti nella digestione. Subito dopo aver mangiato, piuttosto che fare attività fisica, è meglio passeggiare a ritmo moderato per rilassare i muscoli e favorire lo svuotamento dello stomaco
  8. sottoporsi a controlli medici per verificare l’assenza di infezioni, come quella da Helicobacter pilori, che possono causare gastrite e ulcere
  9. assicurarsi che, come nella maggior parte dei casi, si tratti di dispepsia funzionale non legata a patologie più gravi. Calo ponderale non ricercato, nausea e vomito possono essere segnali d’allarme da tenere presenti
  10. evitare o quantomeno ridurre lo stress

 

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