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Il trattamento dietetico è alla base della terapia contro l’obesità e utilizza schemi alimentari  che prevedono:

  • un apporto calorico superiore o uguale alle 1200 Kcal/die;
  • la copertura del fabbisogno di proteine e carboidrati adeguato a età e sesso (per ovviare al rischio di malnutrizione e ad una difficile gestione del senso di fame e sazietà);
  • una ridotta quantità di lipidi in rapporto alle raccomandazioni dettate dagli organismi nazionali ed  internazionali (LARN-WHO), per facilitare così il consumo dei grassi di deposito.

Questa impostazione alimentare è chiamata dieta ipolipidica.

dieta ipolipidica

Distinguiamo 3 tipologie di schema dietetico:

  • dieta ipolipidica tradizionale quando il contenuto lipidico è 30% dell’apporto energetico totale
  • dieta strettamente ipolipidica quando il contenuto lipidico è il 20-25 % dell’apporto energetico totale
  • dieta strettamente ipolipidica con carboidrati “ad libitum” quando oltre al contenuto lipidico intorno al 20-25 % si prevedono carboidrati complessi in quantità libera.

Ogni tipo di dieta deve comunque sempre assicurare:

  • almeno il 20% di proteine di alto valore biologico, cioè facilmente assorbibili dall’organismo
  • 50-60%  circa di carboidrati, prevalentemente complessi
  • la copertura del fabbisogno giornaliero di vitamine e soprattutto di minerali, il cui intake non deve mai essere inferiore ai livelli di assunzione raccomandati
  • una dose minima di grassi vegetali (per evitare carenze a lungo termine di acidi grassi essenziali e comunque favorire l’assorbimento delle vitamine liposolubili) e la copertura del fabbisogno di calcio.

 

Vantaggi e gli svantaggi delle diete ipolipidiche tradizionali, strette e con carboidrati complessi ad libitum

Vantaggi Svantaggi
Dieta ipolipidica tradizionale Utile nel mantenimento  del peso dopo dimagramento Scarso potere saziante
Migliore palatabilità e così migliore attinenza  allo schema dietetico in particolare nel lungo termine
Stabilità nei valori di trigliceridemia
Minore riduzione HDL
Dieta ipolipidica stretta Riduzione del colesterolo totale, LDL, aumento HDL, trigliceridi Deludenti risultati sul dimagramento nel lungo termine
Riduzione significativa della glicemia, dell’insulinemia
Veloce calo ponderale nel breve termine (si mantiene fino al 1° anno)
Dieta ipolipidica con carboidrati ad libitum Induce un decremento ponderale significativo nel breve termine , rispetto alla dieta ipocalorica bilanciata in soggetti moderatamente obesi Recupero ponderale nel lungo termine se utilizzata come unico regime
Miglioramento in ambito sociale ed in risposta ad impulsività e noia, miglioramento del punteggio delle scale di compulsività alimentare per la qualità di vita Trigliceridi e riduzione HDL per l’eccesso di glicidi, non indicata al paziente diabetico
Precoce senso di sazietà Inibita l’ossidazione dei lipidi
Comportamento alimentare sano e buona  qualità di vita
Efficace nella dislipidemia
Mantenimento del calo ponderale indotto da altri regime dietetici

In conclusione, per quanto riguarda la dieta strettamente ipolipidica e la dieta tradizionale, si può affermare che quest’ultima ha maggiori successi sul mantenimento del calo ponderale nel lungo termine (1-2 anni) rispetto alla dieta strettamente ipolipidica. I migliori candidati per la dieta ipolipidica con carboidrati “ad libitum” sono rappresentati invece da:

  • pazienti con elevato introito lipidico (>40%) nella dieta abituale;
  • pazienti di sesso maschile, (in quanto alcuni studi hanno evidenziato un miglior risultato sul calo ponderale ed il mantenimento nel lungo termine rispetto il sesso femminile);
  • pazienti motivati ad un regolare follow-up con eventuale utilizzo di diario alimentare.

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