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La sindrome da intestino irritabile, o IBS, con le patologie infiammatorie intestinali (IBD) sono tra i disturbi gastrointestinali più diffusi nel mondo occidentale.

La loro natura è cronica e debilitante ed è caratterizzata da episodi occasionali anche non gravi, come gonfiore e tensione addominale, diarrea, crampi o stipsi persistente, meteorismo, flatulenza, bruciore di stomaco, nausea e sensazione di disagio genere che possono costituire disagi nello svolgimento delle attività quotidiane.

Secondo recenti ricerche una dieta potrebbe costituire un primo intervento efficace per il trattamento di queste patologie.

Nello specifico, un gruppo di ricercatori della Monash University di Melbourn ha sviluppato una dieta a basso contenuto di FODMAP “Fermentable Oligosaccharides, Monosaccharides, Disaccharides and Polyol”, in italiano “Oligosaccaridi, Disaccaridi e Monosaccaridi Fermentabili e Polioli”. I FODMAP sono, dunque, carboidrati/zuccheri a catena corta, che in alcune persone vengono difficilmente assorbiti nel tratto gastro-intestinale e provocano i maggiori sintomi addominali.

Studi incrociati hanno poi dimostrato che riducendo il consumo di FODMAP diminuiscono di conseguenza anche i sintomi dei disturbi gastrointestinali almeno nel 70% dei casi, ufficializzando così la dieta low-FODMAP come intervento terapeutico per tali disturbi.

Ma cosa sono i FODMAP nel dettaglio?

Il termine FODMAP è l’acronimo di Fermentable Oligo-di and Mono-saccharides And Polyols, e indica una serie di carboidrati a catena corta (fruttani e galattani, lattosio, fruttosio, sorbitolo, mannitolo, xilitolo e maltitolo).

Questi carboidrati risultano difficilmente digeribili e vengono fatti fermentare dalla flora batterica del colon producendo gas che provocano ipersensibilità a coloro che soffrono di dolori gastrointestinali.

I cibi in cui sono presenti sono svariati, ma altrettante sono le alternative nel caso in cui risultasse utile una dieta a basso indice di FODMAP:

• il lattosio, un disaccaride, è presente nel latte vaccino, caprino e ovino e nei loro derivati. Esistono però varietà di latte artificialmente impoverite di lattosio in modo da favorire i soggetti intolleranti, e va inoltre ricordato che questo zucchero è praticamente assente nei formaggi molto stagionati;

• il fruttosio, un monosaccaride, è presente in alcuni tipi di frutta fresca, essiccata e in succo (mele, pere, mango, pesche, ciliegie…), asparagi e carciofi, miele, salse e alcolici liquorosi, mentre scarseggia in altre varietà di frutta (agrumi, banane, uva, frutti di bosco) e nello zucchero da cucina;

• i fruttani e i galattani, entrambi oligosaccaridi, sono presenti in alcuni legumi (ceci, lenticchie, fagioli e soia), alcuni cereali (soprattutto frumento, segale e orzo) e alcune verdure (porri, cipolle, carciofi, asparagi, barbabietole, broccoli, finocchi…) mentre carote, sedano, lattuga, mais, melanzane e i farinacei senza glutine ne sono privi;

sorbitolo, mannitolo, xilitolo e maltitolo, tutti polioli, sono presenti nei tipi di frutta già citati e in molti tipi di dolcificanti artificiali, fatta eccezione per l’aspartame.

La dieta a basso indice di FODMAP

Come accennato in precedenza, una dieta a basso contenuto di FODMAP può contribuire a ridurre i disturbi legati a IBS e IBD. Naturalmente tale regime alimentare va approcciato esclusivamente sotto la supervisione di un esperto in scienza dell’alimentazione e solo in seguito ad accertamenti che confermino un malassorbimento di fruttosio e lattosio.

Nella fase iniziale della dieta si escludono tutti i FODMAP per almeno 15 giorni, monitorando anche con l’aiuto di un diario alimentare l’eventuale attenuamento dei sintomi gastrointestinali. Dopo questo periodo è possibile reintrodurre una categoria di FODMAP alla volta, sempre sotto supervisione medica, per capire la soglia di tollerabilità e quale alimenti nello specifico scatenano i disturbi.

Il dietologo fornirà successivamente un piano alimentare dettagliato per entrambe le fasi della terapia, ma un esempio di dieta settimanale per il periodo di eliminazione può essere il seguente:

LUNEDÌ

Colazione
• Caffè o tè con un cucchiaio di zucchero
• Fette biscottate o biscotti senza glutine

Pranzo
• Risotto alla zucca
• Fesa di tacchino
• Una pagnotta di mais
• Banana

Cena
• Riso in brodo
• Bistecca ai ferri
• Gallette di riso
• Uva

MARTEDÌ

Colazione
• Caffè o tè con un cucchiaio di zucchero
• Fette biscottate o biscotti senza glutine

Pranzo
• Ravioli al sugo di carne
• Insalata di carote
• Una pagnotta di mais
• Kiwi

Cena
• Patate al forno
• Uova sode
• Gallette di riso
• Arancia

MERCOLEDÌ

Colazione
• Caffè o tè con un cucchiaio di zucchero
• Fette biscottate o biscotti senza glutine

Pranzo
• Insalatona di carote, mais e farro
• Bistecca ai ferri
• Una pagnotta di mais
• Uva

Cena
• Risotto allo zafferano
• Frittata
• Gallette di riso
• Kiwi

GIOVEDÌ

Colazione
• Caffè o tè con un cucchiaio di zucchero
• Fette biscottate o biscotti senza glutine

Pranzo
• Pasta di mais all’olio
• Pesce alla griglia
• Zucchine grigliate
• Una pagnotta di mais
• Kiwi

Cena
• Zuppa di farro
• Polipo e patate bolliti
• Gallette di riso
• Banana

VENERDÌ

Colazione
• Caffè o tè con un cucchiaio di zucchero
• Fette biscottate o biscotti senza glutine

Pranzo
• Pasta di riso al tonno
• Insalata di mais e pomodori
• Gallette di riso
• Uva

Cena
• Risotto alla zucca
• Una porzione di formaggio stagionato
• Lattuga
• Una pagnotta di mais
• Kiwi

SABATO

Colazione
• Caffè o tè con un cucchiaio di zucchero
• Fette biscottate o biscotti senza glutine

Pranzo
• Risotto ai frutti di mare
• Melanzane grigliate
• Una pagnotta di mais
• Banana

Cena
• Pizza senza glutine
• Mandarini

DOMENICA

Colazione
• Caffè o tè con un cucchiaio di zucchero
• Fette biscottate o biscotti senza glutine

Pranzo
• Pasta di mais al pomodoro fresco
• Bresaola e rucola con grana
• Una pagnotta di mais
• Arancia

Cena
• Gnocchi di patate al pesto
• Prosciutto cotto
• Insalata di carote
• Arancia

IBS e celiachia

Il malassorbimento dei FODMAP e i sintomi che comporta può essere scambiato per l’intolleranza al glutine, ovvero la celiachia, per via dei molti sintomi in comune (per quanto il primo coinvolga il colon, mentre la celiachia l’intestino tenue).

In entrambi i casi si evitano alimenti a base di frumento, orzo e segale, ma una dieta senza glutine non è necessariamente adatta a chi soffre di IBS o IBD, in quanto potrebbe contenere alimenti ricchi di FODMAP indigesti. Naturalmente è possibile che un paziente soffra di entrambi i disturbi, nel qual caso è necessario eliminare dalla dieta sia glutine che carboidrati fermentabili.

Ciò che va sottolineato è l’importanza di un’alimentazione mirata e guidata da uno specialista che argini i sintomi di queste patologie debilitanti e che eviti l’utilizzo di terapie inutilmente costose ed inefficaci.

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