patologie-tumorali

Un’alimentazione non corretta dal punto di vista qualitativo e quantitativo aumenta sensibilmente il rischio di tumore maligno: si stima che l’incidenza di almeno un terzo dei tumori maligni sia correlata ad errate abitudini alimentari.

Queste correlazioni sono di vario tipo, ad esempio quella tra elevato consumo di alcool e tumore della bocca, della faringe, della laringe, del fegato, dell’esofago, del colon retto, del pancreas, della mammella e del fegato, quella tra obesità e vari tipi di cancro specialmente della mammella e dell’endometrio, quella tra scarsa assunzione di fibre vegetali e cancro del colon retto e quella tra dieta povera di frutta e di verdura e cancro del polmone.

alimentazione per la prevenzione di tumori maligni

In generale è raccomandabile evitare con un’alimentazione corretta lo sviluppo di sovrappeso e obesità, come già detto possibili cause di diversi tumori. Andrebbe limitato l’uso di alimenti che possano contenere nitrati (insaccati, carni in scatola, tonno in scatola, hot-dogs, formaggi conservati, prosciutto, ect): le nitrosamine che derivano dai nitrati, infatti, sono cancerogene specialmente per l’esofago e per il colon retto, a meno che non sia assunta contemporaneamente una quantità di vitamina C che contrasti la trasformazione dei nitrati in nitriti e dei nitriti in nitrosamina.

È da limitare l’uso di carne, pesce cotti alla griglia o fritti o affumicati, il cui eccesso è indiziato nei tumori del colon retto, dell’esofago, dello stomaco e del pancreas: è stato riscontrato infatti che in questi tipi di cottura, in cui si raggiungono temperature molto alte, si formano sostanze potenzialmente cancerogene come le amine eterocicliche ( HA) e gli idrocarburi policiclici aromatici.

Prima di friggere e grigliare le carni è conveniente la precottura nel forno a microonde per ridurre il tempo di esposizione alle alte temperature. È importante eliminare sempre le parti carbonizzate perché la carbonizzazione si accompagna alla formazione di sostanze tossiche e cancerogene.

L’uso eccessivo di carni rosse è indiziato in vari tumori specialmente nel cancro della bocca, del colon retto, nel cancro della mammella e nel cancro esofageo a cellule squamose. È da preferire decisamente il consumo di pesce, e da limitare l’uso di grassi animali, contenuti nelle carni bovine, nel latte intero e nei formaggi più grassi.

L’eccessiva assunzione di acidi grassi saturi è indiziata in vari tumori maligni in particolare in quelli del colon retto, della mammella, della bocca, della prostata, del rene, dell’endometrio, dell’ovaio, del polmone e del pancreas.

A seconda del rischio soggettivo di tumori specifici vengono indicate diverse raccomandazioni dietetiche:

  • CANCRO DELLA PROSTATA
    prevenzione e cura dell’eccesso di peso, uso moderato di proteine e grassi animali, aumentare il consumo di crucifere (broccoli, cavolini, rucole, cavolo, verza), aglio, cipolla, scalogno, pomodoro, legumi in particolare soia, the verde.
  • CANCRO DELLA MAMMELLA
    prevenzione e cura dell’eccesso di peso, uso moderato di proteine e grassi animali, limitazione di alimenti ad alto indice glicemico, limitazione della carne rossa e carni lavorate, limitazione di bevande alcooliche, limitazione della soia per tumori estrogeno-sensibili, assunzione abituali di sufficienti quantità di vegetali.
  • CANCRO DEL COLON-RETTO
    prevenzione e cura dell’eccesso di peso, uso moderato di proteine e grassi animali, limitazione di alimenti ad alto indice glicemico, limitazione della carne rossa e carni lavorate, bevande alcoliche e alimenti con nitrati e carni cotte alla griglia o affumicate.
  • CANCRO DELL’ENDOMETRIO
    prevenzione e cura dell’eccesso di peso, uso moderato di proteine e grassi animali, limitazione di alimenti ad alto indice glicemico, limitazione della carne rossa e carni lavorate, bevande alcoliche, aumento di consumo di soia per il suo elevato contenuto in fitoestrogeni.
  • CANCRO DEL POLMONE
    prioritaria cessazione dal fumo, si consiglia dieta povera di grassi animali e ricca di vegetali in particolare di carote, pomodoro, peperone rosso, ravanelli, zucca, albicocche, fragole e verdura a foglia verde scuro
  • CANCRO DELLO STOMACO
    evitare carni o e pesci cotti alla griglia, cibi molto caldi e fritti, cibi affumicati e alimenti che possono contenere nitrati, limitare il sale, carne, grassi animali, alcolici, alimenti ricchi di amidi, abbondare con i vegetali, in particolare con aglio, cipolla, spinaci, carote e agrumi.
  • CANCRO ESOFAGEO
    evitare carne rossa, salumi, pollame e pesci cotti alla griglia o fritti o affumicati e abuso di alcool. Si consiglia dieta ricca di pesce, verdura e frutta in particolare agrumi.
  • CANCRO DEL PANCREAS
    si consiglia un’alimentazione ricca di frutta e verdura, limitare l’uso di grassi animali, carne, pollame, pesci cotti alla griglia o fritti o affumicati. Evitare l’uso eccessivo di alcool e zucchero.

12 regole contro il cancro

Il Codice Europeo contro il cancro, un’iniziativa di prevenzione della Commissione Europea, comprende 12 regole non esclusivamente alimentari per ridurre il rischio di cancro e che tutti possono seguire: è un progetto nato infatti per sensibilizzare i cittadini sulla possibilità di ridurre il rischio di insorgenza di questa patologia sia in sé che nei propri familiari con semplici gesti della vita quotidiana. Si stima che il 30% dei tumori in Europa potrebbe essere evitato se tutti seguissero queste dodici regole.

La prima edizione è stata pubblicata nel 1987 e le raccomandazioni sono riviste periodicamente alla luce delle scoperte scientifiche più recenti da un gruppo di medici, scienziati e altri esperti provenienti da tutta l’Unione Europa selezionati dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC).

  1. NON FUMARE. NON FARE USO DI TABACCO
    Il tabacco è la principale causa evitabile di malattia e morte nel mondo ed è anche la principale causa dello sviluppo di cancro.
  1. NON FUMARE IN CASA. APPOGGIA LE POLITICHE CONTRO IL FUMO SUL LUOGO DI LAVORO
    Studi condotti su non fumatori hanno evidenziato come il fumo passivo raddoppi il rischio di sviluppare un tumore del polmone anche per chi non ha mai preso in mano una sigaretta.
  1. FAI IN MODO DI MANTENERE IL PESO SALUTARE
    Rimanere normopeso seguendo una dieta sana e un regime di attività fisica regolare, orientandosi con il proprio indice di massa corporea, può aiutare a prevenire non solo alcuni tipi di tumore, ma anche problemi cardiaci e il diabete.
  1. SII FISICAMENTE ATTIVO TUTTI I GIORNI. LIMITA IL TEMPO CHE TRASCORRI SEDUTO.
    Essere fisicamente attivi diminuisce il rischio di ammalarsi di tumore al colon-retto, alla mammella e all’endometrio indipendentemente dal proprio peso corporeo, ma i benefici sulla linea contribuiscono alla protezione di altri organi dal tumore (reni, pancreas, esofago e vescica).
  1. SEGUI UNA DIETA SANA.
    Mangia principalmente cereali integrali, legumi, verdura e frutta. Limita i cibi ad alto contenuto calorico (cibi con alto contenuto di zuccheri e grassi) ed evita le bevande zuccherate. Evita la carne conservata; limita la carne rossa e i cibi ad alto contenuto di sale.
  1. SE BEVI ALCOLICI, LIMITANE L’ASSUNZIONE. PER LA PREVENZIONE DEL CANCRO NON È CONSIGLIABILE BERE ALCOLICI
    Il consumo di alcol è correlato allo sviluppo dei tumori della bocca, della gola, del colon-retto e del seno. Più bevande alcoliche si consumano, più il rischio si innalza.
  1. EVITA LUNGHE ESPOSIZIONI AL SOLE, CON PARTICOLARE ATTENZIONE AI BAMBINI. USA LE PROTEZIONI SOLARI. NON UTILIZZARE LAMPADE SOLARI
    I raggi ultravioletti (UV) causano danni alla pelle che possono portare, nel tempo, allo sviluppo di tumori. I tumori della pelle sono i più diffusi tra le popolazioni con la pelle chiara e la loro incidenza è aumentata negli ultimi decenni anche per la moda dell’abbronzatura e l’utilizzo di lettini solari.
  1. SUL LUOGO DI LAVORO, PROTEGGITI DALL’ESPOSIZIONE AD AGENTI CANCEROGENI SEGUENDO LE ISTRUZIONI IN MERITO ALLA SICUREZZA
  2. CONTROLLA SE IN CASA SEI ESPOSTO AD ALTI LIVELLI DI RADIAZIONI RADON. ATTIVATI PER RIDURRE I LIVELLI DI ESPOSIZIONE AL RADON
  3. PER LE DONNE
    l’allattamento riduce il rischio di cancro nella donna. Se puoi, allatta il tuo bambino.
    • Allattare i bambini fino al sesto mese di età li protegge da malattie tipiche dell’età infantile e da patologie croniche da adulti. Inoltre diminuisce il rischio per la madre di sviluppare un tumore alla mammella.
    • La terapia ormonale sostitutiva (HRT) aumenta il rischio di alcuni tipi di cancro. Limita l’uso dell’HRT.
  1. ASSICURATI CHE IL TUO BAMBINO SIA VACCINATO PER:
    • Epatite B (per i neonati)
    • Papillomavirus (HPV) (per le ragazze)
    Circa un quinto dei casi di tumore nel mondo sono provocati da agenti infettivi, inclusi virus e batteri.
  1. ADERISCI AI PROGRAMMI DI SCREENING PER:
    • cancro all’intestino (uomini e donne)
    • cancro al seno (donne)
    • cancro alla cervice (donne)
    I programmi di screening permettono di individuare alcuni tipi di tumore ancora prima che compaiano i sintomi, quando sono più curabili.

approccio nutrizionale al paziente oncologico

L’alimentazione è uno dei fattori determinanti per il mantenimento e il miglioramento della salute in ogni condizione fisiologica e patologica, e questo discorso è a maggior ragione valido nel caso di pazienti che stanno affrontando dei trattamenti oncologici. Bisogna infatti intervenire per contrastare la sindrome della Fatigue, ovvero quell’insieme di condizioni fisiche e psicologiche che insorgono a seguito della terapia farmacologica chemioterapica. Questi disturbi (tra cui dolore, senso di spossatezza cronico, calo dell’umore…) possono ridurre drasticamente la risposta del paziente alla terapia, tanto da indurre il medico curante a sospenderla. È necessario perciò riportare il soggetto in uno stato di salute tale da poter supportare le cure, e recenti studi dimostrano il ruolo primario dell’alimentazione in questo: ancora più del “cosa” si mangia, è importante il “come e quando”.

Un regime alimentare in grado di influire notevolmente sullo stato di salute (in alcuni casi ancora di più della componente genetica) deve essere cronomodulato, cioè rispettoso dei ritmi biologici in relazione al momento della giornata.

Il metabolismo cellulare, infatti, si svolge in due fasi ben precise nell’arco della giornata: una attiva di consumo, il catabolismo, e una passiva di rigenerazione, l’anabolismo. In condizioni normali di salute queste due fasi sono speculari ed equilibrate. Nella fase catabolica l’organismo ha bisogno di un adeguato apporto nutrizionale, non richiesto invece nella fase di riposo.

Con l’insorgenza di una malattia, una delle due fasi metaboliche prevale sull’altra creando uno scompenso che prende il nome di deragliamento. Nel caso della patologia oncologica, in particolare, la fase catabolica aumenta significativamente perché l’organismo si deteriora più rapidamente di quanto non si rigeneri.

Un intervento nutrizionale adeguato può contribuire a riequilibrare il corretto equilibrio metabolico. In queste condizioni è indispensabile, con il supporto di un nutrizionista esperto, applicare una dieta chetogenica, che prevede l’eliminazione per almeno 6 settimane consecutive tutti i carboidrati a elevato carico glicemico (pane, pasta, riso, zuccheri in ogni forma, pizza ,patate, carote cotte, mais, fagioli, ceci, banane, arance, …), e un maggior consumo di proteine vegetali e animali (tofu, anatra, oca, manzo, pollo, tacchino, coniglio, pesce pescato…), grassi del tipo Omega3 (olio e.v.o., olio di lino) e trigliceridi a catena media (olio di cocco). Al termine delle 6 settimane si possono reintegrare gradualmente i cereali solo a colazione e a pranzo.

Sono inoltre consigliati i seguenti comportamenti alimentari e non:

  • preferire cotture rapide e leggere come quella a vapore evitando quelle prolungate come arrosti e brasati;
  • evitare l’uso del microonde che trasforma alcune componenti del cibo in sostanze cancerogene;
  • consumare, durante l’arco della giornata, almeno 2/3 porzioni di cibo crudo;
  • mangiare la frutta lontano dai pasti per evitare fermentazione e putrefazione intestinale;
  • preferire semi oleaginosi a semi tostati;
  • bere circa 2 litri d’acqua al giorno di qualità (residuo fisso <50mg/mL), proveniente da sorgenti di montagna;
  • bere mezzo bicchiere di succo di crauti prima dei pasti, per migliorare l’ecosistema intestinale;
  • evitare la carne di maiale e i derivati;
  • esporsi regolarmente alla luce solare;
  • preferire cibi di provenienza biologica e il pesce pescato in mare aperto in zone eco-certificate;
  • rispettare gli orari dei pasti dividendo il consumo del cibo in colazione, pranzo, cena e due spuntini a metà mattina e metà pomeriggio;
  • assumere i trattamenti farmacologici/integrativi sempre alla stessa ora.

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