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La dieta normocalorica, associata al potenziamento dell’attività fisica, si prefigge di ottenere una riduzione del sovrappeso mediante il mantenimento peso.

Dieta bilanciata normocalorica

Questa dieta è indicata per:

  • bambini di età inferiore agli 8 anni;
  • bambini di età superiore agli 8 anni con eccesso ponderale lieve o moderato, in assenza di complicanze;
  • bambini di età superiore agli 8 anni la cui alimentazione abituale risulti molto ipercalorica.

Per impostare una corretta alimentazione nel bambino, è importante conoscere le abitudini di vita del bambino e fornire strategie per potenziale l’attività fisica.

La dieta normocalorica si fonda sui seguenti principi:

  • Apporto calorico: pari a quello indicato dai LARN (livelli di assunzione giornalieri raccomandati di nutrienti per la popolazione italiana) per sesso ed età staturale relativi ( ricordiamo che l’apporto calorico raccomandato dai LARN è riferito a  bambini con spesa energetica moderata), suddiviso in 4-5 pasti con la seguente ripartizione: colazione + spuntino 20%, pranzo 40%, merenda 10%, cena 30%
  • intake proteico: 10-12% (rapporto 1:1 tra proteine animali e vegetali)
  • intake glucidico: 60-65% (con una quota di zuccheri ad alto indice glicemico < 10% delle calorie totali)
  • intake lipidico: dopo i 2 anni di vita riduzione progressiva dal 30 al 25% delle calorie totali con apporto di grassi saturi < 10% e di colesterolo non superiore a 100 mg/1000 kcal
  • approto di fibre: il quantitativo di grammi può essere calcolato in base alle seguenti formule: compreso tra età + 5 e età + 10 o pari a 10 g/1000 kcal, oppure pari a 0.5 g/kg  del peso ideale
  • apporto di minerali: pari alle indicazioni dei LARN

Rispetto alle abitudini di alimentazione del bambino, le modificazioni più rilevanti che ci si prefigge sono:

  • evitare il consumo di alimenti al di fuori dei 4-5 pasti consigliati: il bambino deve imparare a mangiare ai pasti, seduto a tavola, con gli altri componenti della famiglia
  • promozione e valorizzazione della prima colazione che troppo spesso è inadeguata; il bambino deve essere educato all’assunzione di alimenti quali: latte o yogurt, cereali (pane meglio se di tipo integrale, cereali pronti, fette biscottate), frutta, marmellata
  • spuntini e merenda a base di frutta, yogurt, pane o focaccia
  • assunzione di un pasto completo sia a pranzo che a cena. In tali occasioni ci deve essere la presenza di un piatto “unico” o di un primo ed un secondo piatto, accompagnati sempre da verdura e frutta, in porzioni adeguate all’età del bambino.

Nell’alimentazione del bambino la ripartizione consigliata delle fonti di proteine di elevato valore biologico e dei principali alimenti è la seguente:

  • più volte al giorno cereali (leggi l’ebook): pasta o riso sia a pranzo che a cena, pane (prima colazione, pranzo, cena)
  • almeno 2 volte al giorno frutta e verdura
  • 4 volte alla settimana pesce (leggi l’ebook)
  • 4 volte alla settimana legumi
  • non più di 4 volte alla settimana carne (leggi l’ebook)
  • 1 volta alla settimana formaggi (leggi l’ebook)
  • 1 volta alla settimana uova

Nell’alimentazione del bambino sono inoltre consigliati:

  • la riduzione dell’apporto di grassi e proteine di origine animale: in particolare bisognerebbe limitare il consumo di formaggio, carne, salumi, creme
  • l’aumento dell’apporto di cereali, specie integrali (determinando in tal modo un maggior intake di fibre e di zuccheri a basso indice glicemico)
  • la limitazione degli zuccheri ad elevato indice glicemico (dolci, succhi di frutta, frullati, pasta o riso troppo cotti): tali carboidrati, infatti, non danno sazietà e sono responsabili di elevati livelli di glicemia. Se associati a proteine e grassi producono un ancora maggiore rilascio di insulina
  • aumento di intake di fibra alimentare (verdura, frutta, legumi)

Questo tipo di approccio è accompagnato solitamente da una buona accettazione in quanto non comporta eccessive restrizioni, produce una riduzione graduale e duratura del sovrappeso ed educa il bambino e l’intero nucleo familiare ad una alimentazione sana ed equilibrata. Le difficoltà possono essere rappresentate da una scarsa visibilità del risultato a breve termine e quindi dal limitato rinforzo positivo.

dieta ipocalorica bilanciata

Nell’alimentazione del bambino questa dieta ha lo scopo, associata a potenziamento dell’attività fisica, di ottenere una riduzione del sovrappeso in un periodo relativamente breve di tempo ed è indicata per:

  • bambini di età superiore a 8 anni con obesità di grado medio-elevato;
  • bambini di età superiore a 8 anni con eventuale presenza di complicanze;
  • bambini di età superiore a 8 anni in cui la dieta normocalorica bilanciata sia risultata inefficace.

La dieta ipocalorica si ispira alla dieta normocalorica bilanciata, e nella sua formulazione bisogna tenere conto che, nonostante la riduzione delle calorie, devono essere assicurati i fabbisogni di proteine e grassi:

  • apporto calorico: pari al 70% di quello consigliato dai LARN  per sesso ed età staturale
  • intake proteico: pari al fabbisogno per età staturale del bambino
  • intake lipidico: pari al fabbisogno per età staturale (compresa tra 30% e 25% delle calorie totali consigliate dai LARN per sesso ed età staturale)
  • intake glucidico: pari alla restante quota calorica, circa il 60% delle calorie totali, e costituito principalmente da alimenti a basso indice glicemico
  • apporto di fibre: di quantità in grammi compresa tra età del bambino +5 ed età del bambino +10
  • apporto di minerali: pari alle indicazioni dei LARN. Si raccomanda particolare attenzione per quanto riguarda la valutazione dell’ intake di calcio che potrebbe risultare carente. In tal caso si consiglia il consumo di un corretto apporto di acqua medio-minerale.

Gli aspetti positivi presentati da questo schema dietetico nell’alimentazione del bambino sono costituiti dal rinforzo psicologico positivo derivato dal soddisfacente dimagrimento, dalla garanzia di un normale accrescimento staturo-ponderale (36), dall’acquisizione di una corretta educazione da parte di tutto il nucleo familiare e dalla creazione di un’associazione mentale tra riduzione del sovrappeso e dieta sana (e non tra dimagrimento e dieta drastica).

I problemi, come per la dieta normocalorica, sono rappresentati dalla difficoltà di accettare ed acquisire abitudini nutrizionali e di vita diverse dalle precedenti.

Una volta impostato il programma dietetico (dieta normocalorica bilanciata o ipocalorica bilanciata), l’efficacia del trattamento deve essere verificata con controlli clinici periodici da parte del pediatra, meglio se in collaborazione con un dietista, a cadenza non superiore alle 6-8 settimane fino al raggiungimento dell’obiettivo, e ogni 4-6 mesi per i successivi 3 anni.

I controlli clinici periodici dovranno comprendere la misurazione dei valori antropometrici ed un’attenta valutazione del livello di attinenza da parte del paziente e della sua famiglia agli interventi proposti, valorizzando i miglioramenti, evidenziando eventuali difficoltà e rendendosi disponibili a modificare eventualmente l’approccio iniziale e quindi il tipo di alimentazione del bambino.

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