Come affrontare le relazioni negative

 In Nutrition Coach

Il coaching è uno strumento potente che aiuta le persone nel viaggio alla scoperta di soluzioni ad un grande numero di sfide, tra cui affrontare relazioni negative, che siano con amici, familiari o colleghi. In queste situazioni è spesso difficile ragionare lucidamente e si chiede aiuto agli altri per avere consigli, con l’unico risultato, purtroppo, di peggiorare la situazione tirandosi addosso la negatività di chi sta cercando di aiutarci.
Ciò che possiamo invece fare per tirarci fuori da una situazione o da una relazione negativa è porci una serie di domande che ci danno una prospettiva diversa e ci aiutano a trovare le falle nel nostro ragionamento.

Nove potenti domande da porsi nell’affrontare relazioni negative

  1. La mia opinione negativa si basa su dei fatti o su delle ipotesi? La maggior parte delle conclusioni si basa su opinioni non sostenute da fatti concreti: una volta realizzata questa verità possiamo renderci aperti ad altre possibili conseguenze e spiegazioni potenzialmente altrettanto valide.
  2. Questa relazione è sempre stata così o è il problema di una volta sola? Questo differenzierà la situazione esistente dalle normali aspettative a riguardo.
  3. C’è stato un tempo in cui questa relazione era positiva o diversa da come è adesso? Questa domanda aiuterà a riconoscere gli elementi positivi e a mitigare i pensieri più aspri.
  4. Se la risposta alla domanda precedente è sì, quali erano le circostanze? Ricordare quei momenti felici allevia il dolore e riforma i sentimenti di speranza e fiducia.
  5. Se la relazione sta attraversando una specifica fase, potrebbe spiegarsi con l’incapacità dell’altra persona di reagire in maniera migliore alle difficoltà? Ognuno reagisce in modo differente, basandosi sulle sue personali percezioni e esperienze, e giudica in base ad esse. Non dobbiamo dimenticarci che nella gran parte dei casi le persone non sono intrinsecamente cattive, ma falliscono nel comunicare i loro sentimenti in maniera appropriata.
  6. Il periodo attuale potrebbe spiegare il comportamento della persona? Un periodo difficile al lavoro, nuove responsabilità, un periodo di transizione potrebbero scatenare delle reazioni negative che non siamo in grado di prevedere perché ognuno di noi reagisce in maniera diversa e non secondo le aspettative altrui. Possiamo chiederci se è possibile che la persona cambi atteggiamento in tempi più favorevoli.
  7. Potrebbero esserci altri fattori che stanno influenzando quella persona, come ad esempio solitudine, depressione, noia, età, insicurezza, problemi di salute? È più facile empatizzare con una persona quando scopriamo le cause del suo comportamento anomalo.
  8. Possiamo aiutare la persona in questione a star meglio in qualche modo? L’empatia può andare a braccetto con soluzioni pratiche, che magari abbiamo già testato. Le abbiamo davvero provate tutte o possiamo fare ancora un tentativo? Pensarla così cambierà il nostro atteggiamento da un autocompatimento rancoroso ad uno costruttivo e orientato a trovare una soluzione.
  9. Quale sarà la conseguenza peggiore e come riuscirà a influenzarci? Ciò che non ci uccide ci fortifica, dicono. Nella maggior parte dei casi lo scenario peggiore non sarà brutto come ci aspettiamo. Quando impariamo a pensarla così saremo più preparati a qualunque conseguenza.

Il pensiero negativo può essere un vero e proprio vampiro energetico e ostacolarci nella persecuzione dei nostri obiettivi. Queste domande possono essere d’aiuto per guardare la situazione in una nuova prospettiva positiva.
Lo scopo del coaching non è necessariamente assicurarsi che una situazione vada per il meglio, ma allenare la capacità di affrontare qualunque situazione e relazione senza pregiudizi personali.
Alcune relazioni possono essere emozionalmente sfiancanti e davvero pericolose, ma per la maggior parte delle altre queste domande possono aiutare a muoverci nella giusta direzione.

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