Cereali integrali: tra consumo, benefici e prevenzione dei tumori gastrointestinali

 In Benessere, Dieta

Una recente ricerca scientifica ha dimostrato che il consumo di cereali integrali rappresenta una strategia valida per garantire il benessere del tratto gastrointestinale a lungo termine e per ridurre il rischio di insorgenza di cancro, specie quello del colon-retto.

Nello specifico, il fulcro della ricerca è stato quello di indagare sulla relazione che intercorre tra assunzione di cereali integrali e prevenzione dei tumori gastrointestinali, con particolare attenzione a quelli di colon-retto, stomaco ed esofago. Analizziamo l’argomento per gradi.

Come dimostrato da numerosi studi epidemiologici e interventistici passati, il consumo dei cereali integrali è strettamente associato a un ridotto rischio, non solo di diversi tipi di cancro ma anche di numerose malattie croniche, tra cui:

  • Obesità
  • Malattie cardiovascolari
  • Diabete di tipo II
  • Sindrome metabolica

L’interesse scientifico per le proprietà benefiche dei cereali integrali è iniziato alla fine degli anni Settanta, quando, il medico inglese Denis Parsons Burkitt osservò che, rispetto all’Africa rurale, nel Regno Unito vi era un maggior rischio di sviluppare cancro all’intestino. Dopo ulteriori e attenti studi provenienti anche da altri ricercatori, il medico inglese formulò la cosiddetta ipotesi della fibra alimentare che si basava sull’osservazione che una dieta altamente raffinata e priva di prodotti integrali, tipica dei paesi industrializzati, fosse coinvolta nell’insorgenza delle diverse malattie croniche come quelle sopra menzionate.

Cereali integrali: quali sono le proprietà nutrizionali più rilevanti?

I cereali integrali sono una fonte abbondante di macronutrienti, micronutrienti e composti bioattivi benefici che agiscono nella prevenzione delle malattie croniche in modo sinergico. Per comprendere al meglio le proprietà nutrizionali più significative dei cereali integrali, è necessario analizzare le tre principali frazioni che costituiscono la cariosside (il chicco), ovvero l’endosperma, il germe e la crusca.

  • L’endosperma: è la frazione più abbondante della cariosside, contiene grandi quantità di amido, le proteine necessarie per la germinazione, poca fibra e alcuni micronutrienti;
  • Il germe: è la frazione più piccola del seme, particolarmente ricca in vitamine B ed E, acidi grassi essenziali e minerali;
  • La crusca: è la porzione più esterna del seme, anch’essa ricca in vitamine del gruppo B e  minerali. Rappresenta la fonte principale di fibra e dei polifenoli, i principali composti bioattivi alimentari studiati per la prevenzione e la riduzione delle malattie croniche.

Poiché la crusca e il germe vengono rimossi durante il processo di macinazione, i cereali raffinati, contengono significativamente meno nutrienti rispetto alle controparti integrali. Per esempio, nella farina di grano raffinato, il contenuto di acido pantotenico, folati, ferro, rame e fibra sono ridotti, mentre alcune vitamine, potassio, magnesio e manganese sono addirittura assenti.

Alla luce di quanto detto e di ciò che è emerso dalle recenti statistiche globali sui tumori gastrointestinali e su patologie affini, certamente le strategie di prevenzione primaria e secondaria, inclusa la promozione di uno stile di vita sano e mirato a modificare profondamente alcuni comportamenti a rischio, restano particolarmente rilevanti per ridurne l’incidenza. Detto questo, un altro dato importante è quello emerso dalla relazione che intercorre tra il consumo di cereali integrali e il rischio di cancro, in particolare di tumori gastrointestinali che, oltre a essere quelli più diagnosticati e gravi, sono stati maggiormente investigati in relazione al consumo di cereali integrali. Dai dati è emerso che l’elevata assunzione di fibra e cereali integrali dopo la diagnosi ha portato – tra le tante cose – anche a un tasso di mortalità inferiore, e questa associazione positiva dipende ancora dalla fonte di fibra considerata dato che quella da cereali, specialmente integrali, mostrava il legame più forte.

Cereali integrali: ecco alcune raccomandazione finali

Alla luce di quanto detto, considerando sempre che sono state svolte diverse ricerche su tale argomento e che molte sono ancora in atto o in fase di sviluppo, sicuramente possiamo dire che il consumo di cereali integrali rappresenta una valida strategia per garantire il benessere del tratto gastrointestinale a lungo termine e ridurre il rischio di insorgenza di cancro soprattutto quello del colon-retto. Pertanto, condividendo le principali linee guida alimentari, possiamo affermare che è importante assumere cereali, raccomandando che almeno metà delle porzioni di cereali da noi consumati siano del tipo integrale.

Teniamo ben presente che, spesso, i consumatori abituali di cereali integrali assumono meno zuccheri, alcol, grassi, carne rossa e cibi raffinati, mentre consumano più frutta, verdura e pesce e seguono uno stile di vita sano. Di conseguenza, è facile capire che, per quanto i cereali raffinati possano essere nocivi, sono e restano le cattive abitudini alimentari e gli stili di vita sbagliati a predisporre all’insorgenza di cancro.

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