Cattiva alimentazione e lockdown: le conseguenze sul peso corporeo, individuate da un importante studio americano

 In Benessere, Dieta

Con l’avvento della pandemia e delle relative restrizioni, in America, è stata fatta un’indagine molto interessante sui cambiamenti del peso corporeo durante l’inizio della quarantena, utile per comprendere meglio le possibili implicazioni sulla salute di un individuo, a fronte di una quarantena prolungata.

Più nel dettaglio, al 22 gennaio 2021, sono stati registrati più di 98 milioni di casi di infezione da SARS-CoV-2, più di 24 milioni dei quali solo negli Stati Uniti. I recenti picchi di Covid-19 e la minaccia di una successiva ondata hanno spinto molti paesi a riconsiderare la riapertura dei propri confini. Durante il picco iniziale degli Stati Uniti, 45 governi statali su 50 hanno emesso ordini di Shelter-in-Place (SIP) – identificato in Italia con il termine di lockdown – dal 19 marzo 2020 al 6 aprile 2020, per rallentare la trasmissione della malattia. Proprio come in Italia, il lockdown (SIP) iniziale ha portato a una radicale diminuzione dell’attività fisica, con inevitabili cambiamenti dei modelli di vita quotidiana, nonché con l’aumento di una vita sempre più sedentaria e un eccessivo consumo di cibo poco salutare.

Cattiva alimentazione e lockdown: dal significato di studio di coorte longitudinale ai risultati della ricerca

La ricerca svolta in America viene identificata con il termine di studio di coorte, ovvero una forma di studio longitudinale usato nella medicina, nelle scienze sociali, nelle scienze attuariali e in ecologia, che consiste in un’analisi dei fattori di rischio, segue un campione di persone prive di malattia e usa correlazioni per determinare il rischio assoluto per un soggetto di contrarne. In epidemiologia si tratta di un tipo di studio clinico e può essere paragonato con le analisi trasversali. Gli studi di coorte riguardano soprattutto la storia e la vita di segmenti di popolazioni e degli individui che li compongono; in questo caso gli americani.

Questo studio di coorte è stato approvato dal comitato di revisione istituzionale dell’Università della California, San Francisco (UCSF) e il consenso informato è stato ottenuto da tutti i partecipanti. Questo studio ha seguito la linea guida per il rafforzamento della segnalazione degli studi osservazionali in epidemiologia (STROBE) per gli studi di coorte.

L’analisi longitudinale è stata eseguita secondo i dati ottenuti dal primo febbraio al primo giugno 2020, dai partecipanti allo studio Health e Heart, che si sono offerti di segnalare le misurazioni del loro peso dalla bilancia intelligente connessa tramite Bluetooth (Fitbit o iHealth). Ulteriori dettagli sul disegno e sulla selezione della popolazione dello studio sono reperibili online.

Per quanto concerne le caratteristiche demografiche e le condizioni mediche, esse sono state entrambe ottenute tramite sondaggi online. La razza e l’etnia dei partecipanti, invece, sono state valutate tramite self-report al momento dell’iscrizione. La variazione di peso prima e dopo il lockdown (SIP) è stata studiata tramite un modello lineare a effetti misti con un punto cardine nel giorno in cui gli ordini SIP sono stati emessi per ogni singolo Stato. Intercettazioni casuali, pendenze casuali e residui autoregressivi del primo ordine sono stati utilizzati per tenere traccia dei cambiamenti all’interno del gruppo e per ciascun partecipante. Tutte le analisi sono state eseguite utilizzando i migliori strumenti tecnologici a disposizione.

Con questa ricerca si è ottenuto un totale di 7444 misurazioni del peso da 269 partecipanti allo studio; dati raccolti durante il periodo di studio, con una media di 28 misurazioni del peso per partecipante.

Dei 269 partecipanti allo studio, 130 (48,3%) sono uomini, 207 (77,0%) individui bianchi e 169 partecipanti (62,8%) con un’età media di 52 anni. È emerso che, con la fine del primo lockdown, i partecipanti hanno ottenuto un aumento di peso costante, di circa 0,27 kg ogni 10 giorni, indipendentemente dalla loro cultura e posizione geografica. Questi risultati, sebbene apparentemente irrilevanti, mostrano un effettivo aumento del peso corporeo a causa del lockdown.

È importante riconoscere le conseguenze indesiderate sulla salute che il lockdown (SIP) può avere sulla popolazione e soprattutto stare attenti a quanto possono essere ancora più dannosi i risultati in caso di un eccessivo periodo di fermo e chiusura.

Inoltre, è fondamentale adottare strategie simultanee migliori per mitigare l’aumento di peso, come incoraggiare diete sane ed esplorare modi nuovi per incrementare l’attività fisica, svolgendola anche se le palestre sono chiuse o si è costretti in casa, poiché i governi locali sono sempre più propensi a considerare nuovi periodi di lockdown e restrizioni in risposta alla SARS-CoV-2 e alle potenziali e future pandemie.

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