Biologico o non biologico?

 In Benessere Alimentare, Dieta

Le persone che mangiano abitualmente frutta e verdura biologiche espongono il loro organismo a inferiori quantità di pesticidi ed erbicidi rispetto a  chi mangia vegetali lavorati con i sistemi convenzionali. Questo può avere effetti sulla  salute, dal momento che alcune sostanze, in particolare gli organo-fosfati (OF), sono state collegate a diversi effetti negativi di tipo sia acuto (tremori, cefalea, difficoltà respiratorie) sia cronico (disturbi neurologici, ansia).

I ricercatori della School of Allied Health Sciences dell’Università di Boise, in Idaho, hanno preso in esame oltre 4.500 persone  che avevano aderito ad uno studio sulla relazione tra dieta e patologie cardiovascolari. Hanno scelto oltre 700 individui e verificato il livello di organofosfati nelle urine e nella dieta. Poi hanno messo in relazione il tutto con i valori medi di residui di pesticidi presenti nel cibo consumato abitualmente da queste persone. La conclusione è che esiste una relazione tra consumo di alimenti non biologici e presenza di organofosfati nelle urine. La quantità di pesticidi rilevabile nelle urine di chi mangia occasionalmente frutta e verdura biologiche, è circa il doppio rispetto a quella che si trova nelle urine di chi è un consumatore abituale.

Fortunatamente l’impiego di organofosfati è andato diminuendo in tutto il mondo, anche se  i terreni  sono colmi di residui di queste sostanze.  Se finora non sono emerse differenze significative tra alimenti biologici e convenzionali dal punto di vista nutrizionale, la tesi degli studiosi è che consumare alimenti biologici, oltre a rendere migliore l’ambiente, migliora anche la salute dell’organismo, non consentendo che vi si accumulino sostanze dannose, i cui effetti a lungo termine non sono del tutto conosciuti.

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