Anoressia: una storia vera

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A mia figlia è stata diagnosticata l’anoressia all’età di 15 anni. Dopo tre grosse ricadute, 17 settimane di ricovero, troppe visite mediche per poterle contare e sei anni, è guarita.

Il percorso è stato travagliato a dir poco. Ripensando alla nostra esperienza e a ciò che abbiamo imparato, mi sono resa conto che c’è una lista di cose che non vengono dette quando l’anoressia si manifesta e inizia il lungo viaggio verso la guarigione. Bisogna scoprirle autonomamente e spesso in completa solitudine. Alcune sono una sorpresa, altre sono cose normali ma che vengono date per scontate perché c’è molto altro a cui pensare.

Persino alcune informazioni mediche non vengono condivise e bisogna fare da soli le proprie ricerche.

Ho usato il termine “custode” per includere chiunque si prenda cura di una persona con disturbi alimentari. Ho usato il termine “ragazzo” perché è stato il nostro caso, ma si parla anche di persone maggiorenni.

• Il genitore o il custode spesso sarà colui che vede la malattia in fase di sviluppo. Fidatevi del vostro istinto e cercate aiuto. Non aspettate che “la fase” passi da sola. Non lo farà.

• Non è una dieta normale per un adolescente se è troppo rigida, intensiva/ossessiva, trascura gran parte dei gruppi alimentari o riguarda una paura per alcuni cibi.

• Un’improvvisa decisione di diventare vegetariani/vegani o un’intolleranza alimentare comparsa all’improvviso possono essere parte dello sviluppo di anoressia o bulimia. Prestate particolare attenzione a questi episodi, senza marchiarli come capricci adolescenziali.

• Spesso sarete soli in prima linea nell’arginare questi problemi. Fondi e risorse per i trattamenti e i ricoveri possono essere molto difficili da trovare.

• Sarà un percorso molto lungo. Le cose potrebbero non funzionare al primo tentativo. In alcuni casi potrebbero volerci anni.

• Prendetevi cura di voi stessi quanto vi prendete cura del vostro amato. È essenziale per sopravvivere.

• Il vostro matrimonio o la vostra relazione verrà messa a dura prova. Prendetevene cura.

• NON è colpa vostra. Non siete cattivi genitori. I disturbi alimentari sono malattie complesse, con molti rami e cause di sviluppo.

• Nessuno vi dirà quanto sarete esausti e sfiancati. Quanto la rieducazione alimentare possa prosciugare le energie tanto vostre quanto quelle del vostro ragazzo. Avrete una lista di appuntamenti ogni settimana, ogni quindici giorni, ogni mese, magari lontano da casa, e dovrete farli coincidere con la vostra normale routine.

• Vi troverete a scontrarvi con scuole, dottori, cliniche, amici, famiglia. Molti di loro hanno un’idea deformata dei disturbi alimentari. Ci saranno pregiudizi e fraintendimenti. Dovrete spiegare ed educare il prossimo anche solo per ottenere la cura e il rispetto di cui i vostri amati hanno bisogno.

• Dovrete studiare i sintomi, i trattamenti, le ricerche mediche. Nessun altro ve lo insegnerà. Visto che sarete in prima linea, è essenziale che sappiate queste cose.

• Spesso non ci saranno abbastanza risorse o fondi disponibili per dare al vostro ragazzo ciò di cui ha bisogno, inclusi posti letto in ospedale o cliniche, specialisti dei disturbi alimentari e consulenti. Potreste avere la necessità di trovare il giusto aiuto in modo creativo.

• Non siete soli, anche se così può sembrare. Siamo in molti ad aver fatto questo percorso, ed esistono gruppi di supporto su internet, Facebook e altri social media.

• Vostro figlio diventerà una persona completamente diversa, fastidioso, maleducato, forse addirittura violento, abusivo e manipolatore. È colpa della malattia, non del ragazzo. Lui è ancora lì sotto, vulnerabile, solo, spaventato e molto malato.

• Quando ci si avvicina a un effettivo miglioramento, tornerà a farsi vedere il vero carattere del vostro ragazzo. Tenete duro.

• Nel pieno sviluppo della malattia il ragazzo non sarà in grado di pensare in modo logico, chiaro e razionale. Non sarà in grado di mangiare, avere cura di se stesso o fermarsi.

• I medici professionisti non sono onniscienti. Ogni trattamento ha una componente di tentativi ed errori. A volte ci sarà la necessità di raggruppare molte terapie prima che funzionino.

• Le ricadute possono capitare. Preparatevi a questa realtà, nel caso dovesse succedere.

• Le ricadute sono l’incubo di ogni custode, ma in realtà possono essere monitorate e arginate da un team attento. Possono essere anticipate. Possono essere sconfitte.

• Riconquistare un peso adeguato non vuol dire aver sconfitto la malattia. Restate in contatto con il team di terapeuti.

• La guarigione è un percorso caotico, con molti alti e bassi, ostacoli e ricadute.

• Se il vostro ragazzo sviluppa anche la sindrome di Asperger, questo renderà i trattamenti più difficili e potrebbero rendersi necessarie delle modifiche.

• Ci sarà un “periodo pre-disturbo” e “post-disturbo” nella vostra famiglia. Condizionerà tutto, incluso il mondo in cui vivete e pensate per gli anni a venire, anche dopo che il ragazzo si sarà ripreso completamente.

• I disturbi alimentari sono una malattia che colpisce tutta la famiglia. Condizioneranno tutti i membri e le relazioni tra di loro.

• La speranza di una guarigione completa è reale. Non arrendetevi. Combattete per ogni cura e risorsa che potete ottenere.

• La guarigione vale in pieno il percorso infernale per ottenerla. Continuate a combattere!

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